Runa URUZ – Lo Spazio tra l’Intento e la Manifestazione

Se si potesse riempire quel vuoto sarebbe tutto più facile?

Eppure ce l’abbiamo messa tutta!
Abbiamo fatto pratiche ed esercizi spirituali,
sondato le ombre con una candela e dell’incenso.

Cambiato pensieri e parole,
rovistato tra memorie e vecchie foto di nonne e trisavoli.

Ci siamo guardate allo specchio con un occhio aperto e uno chiuso
finché…
finché siamo riuscite a guardare dritto in faccia il nostro riflesso,
che ci appartiene, sì, ma è un granello di sabbia del continente inesplorato che siamo.

E lo abbiamo anche amato quel riflesso,
senza compromessi,
amato e basta.

E allora perché quel vuoto non si riempie mai?
Perché quello spazio siderale e infinito tra ciò che vogliamo
e la sua manifestazione
sembra sempre più grande e incolmabile?

Messaggio della Runa Uruz

Quello spazio, spesso chiamato vuoto, che intercorre tra l’intento di realizzare un desiderio, un obiettivo, o arrivare in un determinato luogo e l’effettiva manifestazione, è spesso sentito come una mancanza da colmare.

In realtà non è così perché quello spazio, o vuoto, vissuto con sofferenza, è il nostro più grande alleato.

Questo vuoto è la runa Uruz.

Grazie al senso di mancanza si sceglie di intraprendere un viaggio, o al contrario di fermarsi.
Iniziare quel corso rimandato per mancanza di tempo.

Grazie a quel malessere alla bocca dello stomaco o all’altezza del cuore si ricomincia a dipingere, a cantare, a ballare, a scrivere. Si riprende in mano quel libro scomodo e difficile, s’incontra quella persona o si mette fine a quella relazione infelice.

Lo spazio tra l’intento e la sua realizzazione è una vera e propria scuola, che ci mette in relazione con le esperienze preparatorie all’intento stesso, o progetto, o desiderio, o sogno. Non importa come lo chiamiamo, resta di fatto che non esiste un vuoto da colmare ma da vivere, da sentire per essere pronti a tutto il nuovo che sta per arrivare.

Lasciamoci guidare…

Enrica

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Il Fuoco di Berkana

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ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

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