Rudolf Steiner – Epidemie

Ci sono maestri eterni, fuori dal tempo, il cui pensiero attraversa epoche senza perdere nitidezza e attualità: uno di questi è Rudolf Steiner, che non necessita presentazioni.

Questo breve scritto è una raccolta di brani e conferenze tenute da Steiner sul tema delle epidemie dal 1906 al 1924. Ho voluto cercare la sue parole esatte, quando recentemente circolava in rete un suo pensiero relativo ai vaccini, perché intuivo che la sua visione fosse assai più ampia e complessa di ciò che veniva portato alla nostra memoria di internauti in cerca di bussole. E come spesso accade incontrando Anime di tale portata, il dono che si svela non è un prontuario di verità ma una diversa prospettiva da cui osservare il tempo presente.

Ai suoi tempi si parlava ancora poco di virus, che furono scoperti solo alla fine del 1800.
La paura era rivolta ai “bacilli”, intesi non solo come batteri ma come tutti i microrganismi patogeni. I bacilli sono invisibili, esattamente come i fantasmi e allo stesso modo provocano paura negli esseri umani.

“Queste due paure sono molto simili. Sono simili anche perché ognuna delle due epoche, il Medioevo e l’età attuale, si comporta in modo che le è consono. Il Medioevo aveva una certa fede nel mondo spirituale; era quindi naturale che vi fosse la paura di entità spirituali. L’epoca moderna ha perso la fede nel mondo spirituale, crede nel mondo materiale, quindi ha paura di esseri materiali, non importa quanto piccoli siano”.

La paura, insieme a una concezione materialistica dell’esistenza, è secondo Steiner ciò che più rende vulnerabile l’uomo in periodi di epidemia. L’accogliere in sé certe immagini che vengono definiti “scarti della civiltà”, predispongono l’essere umano alla sofferenza fisica.
Esistono inoltre inclinazioni individuali verso la malattia, frutto del carattere e del temperamento della vita precedente: un senso del sé troppo forte in un’incarnazione passata influisce sulle probabilità di ammalarsi durante un’epidemia.

E allo stesso modo, ognuno di noi è influenzato dal karma del popolo di appartenenza.
Ma allora, le misure igieniche e sanitarie a cosa servono?
La questione è profonda, e la risposta non è immediata né definitiva:

Se da una parte si pratica l’igiene,
si deve dall’altra sentire l’obbligo di dare all’uomo,
di cui si è trasformata l’organizzazione, anche qualcosa per l’Anima”.

 

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Susanna

Susanna Mariani

Prima di diventare mediatrice familiare, mamma e seguace del “culto della zappa dell’entroterra ligure”,
ho lavorato come giornalista freelance e redattrice.
Per molti anni la scrittura è stata la mia medicina, confine e contatto tra la mia anima e quella di chi,
dall’altra parte della pagina, mostra la sua.
Alcuni libri sono stati per me guide, specchi, amici.
Qui ve ne voglio presentare qualcuno.

Quando scrivevo per passione: laparoliera.blogspot.com

Quando scrivevo per lavoro: susannamariani.wordpress.com

Ora che non scrivo (quasi) più: https://mediazionefamiliare.wixsite.com/susanna

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