Oltre le idee di giusto o sbagliato, c’è un campo…ti aspetterò laggiù

Non mi giudicare.

So che non puoi non farlo.

So che non puoi non giudicare.

Abita dentro di te e di me, da sempre. Arriva, come mannaia, come freccia che ci incatena al muro, come scoccata che blocca.

So che il giudizio pesa come macigno dentro di te, talmente tanto che me lo devi buttare addosso perché da solo non lo puoi reggere.

Ma mi toglie le possibilità di aprirmi all’esistenza, di essere tutto il possibile che posso essere.

Non sai come sono io dentro di me. Non conosci la mia storia. Non conosci la strada che ho percorso per giungere qua, ad essere quel giudizio che mi stai buttando addosso.

Non sai da quale tempo lontano arrivano parole e comportamenti miei.

Non sai come sono, come i miei anni si sono costruiti in me, da dove giungono parole e comportamenti che ora stai giudicando sciocchi, infantili, inadeguati…

Non mi incasellare dentro questa scatola che sa di stereotipo, di vecchie idee preconcette, “sei come tutte le donne”… dentro quelle etichette che tu mi butti addosso io ci annego, mi buttano rasoterra, mi confinano in quel buio dal quale tento goffamente di emergere.

Non mettermi la gabbia dei tuoi pensieri sul mondo.

Quei pensieri che ti aiutano così bene a stare a galla nel tuo di mondo.

Non mi guardare con occhi fasciati, non ascoltarmi senza orecchie, o con l’orecchio del tuo passato. Non sono quelle parole che a te sono state dette.

Io sono altro. Vado oltre, mi scanso, mi ribello, non ci sto.

So che il giudizio ti è utile. Ti serve per orientarti, per controllare e controllarmi.

So che hai costruito così la tua visione e mi stai mettendo in qualche casella per non perdere il controllo.

So che il giudizio ci aiuta, te e me, per non rischiare di incontrarci veramente e di provare emozioni e sentimenti. Di amare, di soffrire, di cadere, di vibrare…

Ma non minimizzarmi in queste tue categorie performanti: sei…, come…

Non mettere questi muri che hai erto per non sentire, rischiare, osare, amare…

Non posso stare in gabbia ancora una volta. Perché no, non posso starci dentro ai tuoi giudizi, mi vedono solo per un attimo, l’attimo del mio non essere perfetta, l’attimo dei miei bisogni e dei miei limiti, ma non dicono l’universo che io sono. Non dicono la mia essenza, la mia forza, la mia energia.

Voglio essere libera, volare libera. Se vuoi con te, altrimenti volerò da sola.

Troppi genitori, troppi amanti, troppi amici ci hanno già provato, e io ormai fuggo via veloce. Ho smesso la mia guerra contro i giudizi, li ho lasciati andare al mondo di chi si nutre di loro, sono libera dalle loro grinfie.

So che a volte gioco ancora questo gioco autodistruttivo di farti vedere il mio lato peggiore per vedere come sei, per vedere se anche tu sei come gli altri. So che ti sfido…

Fai il salto allora, guarda oltre questa parte di me che ti metto davanti.

Sii quel guerriero veggente, colui che sa andare oltre e vedere il gioco che sto giocando. Non fare anche tu il mio gioco perverso, portami via dalla terra del giudizio che tanto mi ha spenta negli anni. Non mi confinare ancora una volta laggiù.

Potremo incontrarci in questo nuovo campo, dove non esistono giudizi, ma solo ESSERCI, “essere visti”.

Perché al di là di giusto o sbagliato, c’è un campo…e io se vorrai ti incontrerò laggiù…

Non puoi possedere la mia energia.

Puoi solo viverla con me.

Incontrami allora. Abbi il coraggio di vedermi, senza giudizio di giusto o sbagliato.

Guardami, vedimi. Nel mio essere buffa, sciocca, infantile, distratta, scema, si cela il mio mondo, la mia forza e la mia fragilità.

Altrimenti perderò l’aria, mi spegnerò, appassirò come fiore senza acqua e tu non potrai godere di tutta la luce e l’energia che spesso maschero dietro queste etichette che anche tu, come altri prima di te, mi hanno appiccicato addosso.

Ma se avrai il coraggio di lasciarli andare e di rischiare, potrai godere dell’immensa energia che sono.

Liberiamoci allora insieme di queste catene. Riconosciamole.

E potremo danzare insieme e incontrarci nelle anime che noi siamo, senza maschere finalmente.

Roberta

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Edizioni Unsolocielo 2018-20. © Tutti i diritti riservati

Ciao! Sono Roberta. Sono un coach. Il mio coaching è diverso, è wild!
Non sono sono un coach nel senso “classico” del termine.

Aiuto le donne a ritrovare il loro unico potere femminile, messo da parte, nascosto e diminuito. Per educazione ricevuta, amori sbagliati, doveri. Ti aiuto a dire SI a chi sei, con i tuoi talenti ed il tuo potere. Ti aiuto a dire no a giudizi, sensi di colpa e paure. NO a mancanza di autostima, vergogna e ricatti affettivi. NO al rinunciare ai tuoi sogni, ad accontentarti, per paura di non essere amata e abbandonata.
Ti aiuterò piuttosto ad essere te stessa, nella tua autenticità e quindi nel massimo di chi sei. In tutto il tuo Valore.

Aiuto le donne:
– che vogliono scoprire come portare nelle loro vite i loro talenti e che vogliono vivere una vita in accordo con la propria anima e in autenticità
– che hanno bisogno di ricominciare, di dare maggiore valore a se stesse, di rimettere in sesto le loro vite

Se vuoi scoprire di più su di me, chi sono e i miei percorsi visita il mio sito: www.robertabailo.com
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