La stella dentro

Questo inverno, più degli altri, abbiamo fretta che passi. Compiuta la congiunzione annunciata di Giove e Saturno in Acquario, che il buio fitto scivoli via. Forse è stata proprio una congiunzione di pianeti a rendere visibile la stella cometa duemila anni fa e la grande novità annunciata.
Di fatto le stelle sono un richiamo ad alzare lo sguardo, ad osservare il cielo che respira e ci contiene. Lo sono anche le nuvole, le rondini e la luna (il sole non possiamo guardarlo ad occhio nudo), ma per vedere quella meraviglia che sono le stelle, occorre che faccia buio (e le nuvole non ci siano). Le costellazioni all’alba non si vedono più.

Come punti fermi nel cielo nero, possiamo pensare che ogni stella rappresenti una qualità. Qualità che possiamo immaginare come già nostra. Come sarebbe se… Se avessi davvero fiducia, coraggio, pazienza, compassione, comprensione, empatia, amore per me stessa…?
Per creare occorre immaginare, anche quando si tratta di qualità, e le immagini arrivano dal buio. Il concepimento avviene nel buio. Anche i desideri arrivano dal buio. De-sideris cioè mancanza di stelle.
In realtà le stelle non mancano mai. E neppure la stella dentro di noi.

Spazio, buio, silenzio sono gli ingredienti dei dodici giorni che vanno dal Natale all’Epifania. Possiamo farci il regalo di un po’ di tempo, anche davvero poco se di più non è possibile, per so-stare nella nostra grotta interiore là dove sciogliere i pensieri e lasciarci fecondare dal seme della fiducia creativa. Non occorrono abilità particolari, semplicemente “stare” così come possiamo.

Quando viviamo le mestruazioni con la fretta che passino per andare di nuovo al massimo sui rettilinei di questo dritto mondo – che così piacciamo a tutti e soddisfiamo ogni richiesta possibile; quando nei giorni del sangue non riconosciamo la cometa che illumina la nostra grotta interiore e ci indica il cammino, allora incominciamo un altro ciclo con poca energia così come quando usciamo dall’inverno e all’inizio della primavera ci ritroviamo spossate.

L’energia della grotta è rigeneratrice e l’inverno, in queste notti vergini di mistero, ne amplifica la sua potenza. Abbiamo fretta che passi, ma non perdiamo questa energia che sarebbe un peccato.

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, DeAnna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.

Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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