La Danza degli Opposti
Dal 29 Giugno al 13 Luglio siamo sotto l’influenza energetica, archetipica e mitologica della runa Fehu. Comincia un nuovo ciclo, inizia un nuovo viaggio, appunto, con Fehu e finisce con Dagaz, l’ultima delle 24 rune.
Fehu fa parte dell’ Aett di Freya (l’Aett, o famiglia, sono i 3 gruppi di 8 rune in cui è diviso l’antico alfabeto runico di 24 lettere), il quale contiene i simboli più arcaici, la preparazione del viaggio dell’eroe.
Per eroe s’intende l’individuo, senza distinzioni sessuali.
Le divinità ad essa associate sono, appunto, la dea Freya e il fratello Freyr legati al culto della Dea Madre.
(Fonte: libro Runemal scritto da U. Carmignani e G. Bellini)
Freya era una dea molto amata e venerata nel culto norreno antico, incarnava la Madre e il Femminile in tutte le sue molteplicità.
Era dea della vita, della bellezza, della fertilità, dell’amore ma, anche, dea della morte, della magia e della divinazione, dea dell’Ombra e dell’Invisibile.
Infatti nell’Aett a Lei associato si passa, di runa in runa, dalla luce al buio in una continua danza tra vita e morte.
Il culto antico delle dee insegna ad essere tutto e il suo contrario.
Ogni manifestazione della Grande Madre, ha il suo “positivo” e il suo “negativo”.
Il giorno e la notte, per esempio: come l’ecosistema necessita della luce solare per mettere in atto processi di crescita e maturazione, così c’è bisogno della notte per il radicamento, il riposo e l’introspezione non manifesta.
Basti pensare alla meravigliosa mappa stellare, visibile solo nel buio della notte.
Freya insegna a camminare nel buio con la stessa disinvoltura con la quale si avanza nella luce.
Il sentiero illuminato dalla benefica energia maschile del sole, diventa buio e sinistro nell’oscurità notturna, ma, proprio grazie alla notte possiamo vedere quello che non era possibile vedere di giorno.
Freya dea della divinazione, incede magistralmente nell’oscurità, raccoglie le informazioni e permette l’attecchire delle nuove idee, l’utopia è realizzabile, tutto è possibile; contempla l’eventualità e la dona all’attuazione della materia.
Donale una canzone d’amore, ti ascolterà, canta per Lei con la voce del cuore e sarà guida nelle tenebre.
Luce e buio, visibile e invisibile, corpo e anima, maschile e femminile eternamente danzanti, l’uno tra le braccia dell’altra.
Enrica
Scopri il mio libro: “Tu mi hai salvato la vita”
ENRICA ZERBIN nasce il 1 ottobre del 1973 a Adria (Rovigo) tra campagna, mare e il delta del fiume Po. Figlia di pescatori e agricoltori i quali le hanno insegnato il rispetto per la natura, i suoi cicli e, contemporaneamente , il rispetto verso le persone.
Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo: Tu mi hai salvato la Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili, ma soprattutto una narrazione capace di sensibilizzare sull’importanza della donazione del midollo.
Tra il 2016 e 2017 vince alcuni piccoli concorsi letterari con i racconti brevi: Mister Green Hat, I racconti del Fiume e ll Signor Senza Nome, storie sul cambiamento e sull’incontro col proprio Sé. Ricercatrice e studiosa del mito greco e norreno, della simbologia di varie culture, degli archetipi, del femminile sacro e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Si interessa ai tarocchi e alle rune come strumento di indagine interiore.
Femminista attiva sulle pari opportunità, e sulla sensibilizzazione necessaria al problema della violenza.
Con questo intento ha scritto un importante articolo per l’associazione UDI di Ferrara intervistando una donna Nigeriana, per raccontare l’orrore del suo viaggio; dalla Nigeria, lungo il deserto del Ciad, l’orrore libico fino al suo arrivo in Sicilia.
A breve uscirà la sua seconda opera: “La Danza Del Seme Selvaggio”, avventurosa storia di due donne in viaggio tra boschi di montagna, con la sola guida di una mappa disegnata da una vecchia strega.
Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.
“Le storie sono ovunque. Il vento, poi, le soffia nei pensieri. Vorrei librarmi in volo per afferrarle e poterle raccontare.”
Risveglia la vita che è in te
Tags: enrico zerbin


