Krishnamurti – Osservare semplicemente ciò che è

“Ma come possiamo essere liberi di guardare e studiare la verità quando le nostre menti dalla nascita alla morte sono regolate da una cultura particolare nel limitato modello dei nostri io?

Per secoli siamo stati condizionati da nazionalità, casta, ceto, tradizione, religione, lingua, educazione, letteratura, arte, costumi, consuetudini, propaganda di ogni tipo, pressioni economiche, dal cibo che mangiamo, dal clima in cui viviamo, dalla nostra famiglia, i nostri amici, le nostre esperienze, ogni forma di influenza che vi viene in mente, e di conseguenza le nostre reazioni a ogni problema sono condizionate.

Siete consapevoli di essere condizionati?

Se vogliamo scoprire ciò che è vero, dobbiamo essere completamente liberi da tutte le religioni, da tutti i condizionamenti, da tutti i dogmi, da tutte le credenze e da qualunque autorità che spinga a uniformarci; il che significa, essenzialmente, essere completamente soli e questo è molto difficile. Non è un passatempo da domenica mattina, in cui fate una bella gita e vi sedete sotto gli alberi per ascoltare qualche sciocchezza. Il nostro problema è come liberare la mente da tutti i condizionamenti, non come condizionarla meglio. Capite?

La maggior parte di noi è alla ricerca di condizionamenti migliori.

Solo una mente libera può scoprire la verità, la realtà, che è al di la delle proiezioni mentali.
Quindi è importante conoscere se stessi. La conoscenza di sè è l’inizio della saggezza.
Conoscere noi stessi significa osservare che cosa pensiamo, che cosa sentiamo, non solo superficialmente, ma con la profonda consapevolezza di ciò che è, senza condanna, senza giudizio, senza valutazione nè comparazione.

Provate e vedrete la straordinaria difficoltà per una mente abituata da secoli a paragonare, condannare, giudicare e valutare, fermare questo intero processo e osservare semplicemente ciò che è.

L’importante è comprendere da soli, non attraverso la guida di altri, il contenuto totale della coscienza, che è condizionata, che è il prodotto della società, della religione, di vari influssi, impressioni, ricordi, comprendere tutti questi condizionamenti ed esserne liberi.

Sto dicendo di conoscervi sempre più in profondità, vedervi come realmente siete, cosa che nessuno può insegnarvi; e non potete vedervi come siete realmente se siete legati da convinzioni, dogmi, superstizioni e paure.”

Jiddu Krishnamurti

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Jiddu Krishnamurti nacque nel 1895 in India, vicino a Madras, e morì nel 1986 in California.
E’ stato uno degli uomini più profondi e illuminati, che ha ispirato migliaia di persone in ogni parte del mondo. Purtuttavia ha sempre vissuto rifiutando l’etichetta di guru, per incoraggiare la ricerca della libertà e della comprensione interiore.
S’incontrava con la gente non per insegnare, ma per capire, per esplorare insieme il significato dell’esistenza dell’uomo e del mondo.
Ciò su cui più insisteva era il concetto secondo cui la verità è una “terra senza sentieri” e non la si può raggiungere attraverso un sistema istituzionalizzato, sia questo una religione, una filosofia o un partito politico. Questo suo fervido pensiero traspare anche dalla volontà di rifiutare qualsiasi cittadinanza e appartenenza ad organizzazioni o religioni.

Krisnamurti può essere considerato una delle figure più carismatiche dell’umanità dell’ultimo secolo.
Nel 1909, ancora bambino, incontrò Charles Webster Leadbeater, figura di spicco della Società Teosofica in India, e fu allevato dall’allora presidentessa di quell’organizzazione Annie Besant.
Ma Krishnamurti si distaccò ben presto sia dalla Società Teosofica che dall’Ordine della Stella d’Oriente le quali, però, lo riconoscevano ugualmente come guida.
L’Ordine della Stella d’Oriente è in realtà un ordine iniziatico d’impronta massonica che, a causa dei suoi riti molto rigidi, provocò nell’allora ragazzo Krisnamurti una forte crisi psicologica. Egli, in effetti, non si sentiva assolutamente rappresentato da quegli ideali, secondo i quali tutto deve essere imposto e rispettato a prescindere dalla volontà dei singoli individui, né tantomeno poteva farsi portavoce di quelle idee. Fu così che finalmente cominciò a ribellarsi e ad esternare i suoi pensieri.

Viaggiò per il mondo per tutta la vita, fino all’età di novant’anni, parlando a grandi folle di persone e dialogando con gli studenti delle numerose scuole, nate come conseguenza dei suoi insegnamenti.
Quello che stava a cuore a Krishnamurti era la liberazione dell’uomo dalle paure, dai condizionamenti, dalla sottomissione all’autorità, dall’accettazione passiva di qualsiasi dogma. Per questo motivo insisteva sul rifiuto di ogni autorità spirituale o psicologica, compresa la propria, ed era interessato a capire come la struttura della società condizionasse l’individuo.

La Verità è illimitata” e per questo non può essere perseguita mediante dogmi prefissati e imposti. Ognuno deve essere libero di cercare e trovare la propria verità soltanto con le proprie forze, senza nessuna influenza esterna.
Per questo egli considerava importante fornire un’educazione neutrale, fin dalla prima infanzia; quindi senza nessun tipo di distorsione della realtà, soprattutto da parte degli insegnanti.

Tra le tante scuole fondate da Krishnamurti, una di grande spicco è la Brockwood Park School, scuola internazionale di fama mondiale.
Essa si fonda, rispettando la volontà del maestro, su precisi obiettivi educativi:
– Insegnamento imparziale ed olistico, libero da qualsiasi pregiudizio.
– Interesse per l’uomo e per l’ambiente, perché gli esseri umani tutti sono parte della natura e, prendersi cura di essa, vuol dire prendersi cura anche di sé stessi.
– Idea di religione come comunione con le persone e con la natura.

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