Incontra il tuo femminile (Webinar 8 marzo)

Questa volta voglio farmi un regalo.
Me lo faccio anche se mi ricordano che il voglio non esiste neppure nel giardino del re. Me lo faccio anche se le spese sono già tante e lo stipendio… beh lasciamo perdere! Me lo faccio anche se sento già affiorare il senso di colpa.
È che di solito non ci penso a farmi un regalo. Non mi manca niente, eh e se mi serve qualcosa, posso comperarla. Ad esempio l’altro giorno ero al supermercato e mi sono comperata una buona crema per le mani, rovinate da detersivi e disinfettanti.
Ma farmi un regalo, ecco è diverso. Me lo faccio perché innanzitutto “voglio” farmelo e questa volontà nei confronti di me stessa mi sembra una pretesa, un lusso, certe volte persino un atto di vanità. Il piacere si appesantisce e non è più un piacere. “Devo” farmi un regalo? No che non devo.

Quante volte ho ascoltato parole simili da donne giovani e meno giovani. Il senso di colpa è trasversale alle generazioni. Prima impariamo il “fai quello che devi”, poi ci è concesso il “fai quello che puoi”. E il desiderio dov’è? Io dove mi metto? Come mai il femminile che nutre si dimentica di nutrire anche sé stesso?

Se hai voglia di farti un regalo, di stare un po’ a contatto con l’energia nutriente del Femminile, di farti una coccola all’anima, il webinar dell’8 marzo può essere un’occasione.
Ci troviamo on line dalle 20.30 alle 21.30, il costo della partecipazione è di 20 euro e puoi iscriverti usando il modulo contatti del sito cliccando qui.

“Incontra il tuo femminile” è un’esperienza e forse per qualcuna di voi potrà essere un primo passo nella direzione dell’amore per sé. Comunque sia passi benedetti come quelli di Wuti, la protagonista della fiaba “Il sentiero delle meraviglie” che puoi leggere qui.

Annalisa

Annalisa Borghese

Sono una counselor in psicosintesi che io traduco come “allenatrice emotiva”.
In concreto alleno le persone a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore e a prendersene cura. Lì stanno le potenzialità, ciò che di luminoso non abbiamo ancora espresso, trattenute da emozioni ingombranti che facciamo fatica a gestire.
Lì si trova la chiave del nostro personale benessere.

Ho sempre mantenuto un occhio di riguardo per il punto di vista femminile e mie maestre sono state Alexandra Pope, DeAnna L’am, Miranda Gray e Carla Gianotti.
Il mio obiettivo oggi è invitare le donne a incontrare quel femminile profondo che appartiene a ciascuna di noi, iscritto nel ciclo mestruale e non mediato dalla cultura patriarcale.

Favorire in loro la pratica consapevole dell’energia ciclica femminile per ritrovare il proprio passo oltre i condizionamenti di un modello culturale che nega le energie primigenie del Femminile e del Maschile.
 
E oggi più che mai abbiamo bisogno di entrambe per trasformare la cultura della sopraffazione e realizzare pienamente la nostra personale umanità.
Sono diversi gli approcci all’energia ciclica e io prediligo percorsi in cui la profondità del lavoro interiore non è mai disgiunta dalla concretezza. Il ciclo mestruale, infatti, può essere una sorta di ancoraggio che ci aiuta a restare radicate, cioè con i piedi ben piantati per terra, sia pure con lo sguardo alla luna e quindi all’immensità del cielo e della vita.

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