Il Vuoto Fertile

Recitiamo spesso dei copioni, vestiamo molti ruoli, portiamo avanti immagini di noi stesse che non ci appartengono, ma che permettono di farci accettare dagli altri.

Quando ci accorgiamo di aver recitato una parte per anni, che non ci apparteneva veramente, ma che scegliemmo perché appresa, quel copione (da perdente, da vittima, da non amata…) inizia a morire…e tutto diventa diverso.

E ti senti diversa, vuota, entri nel lutto.

Capisci che fin ad un momento prima quella che eri e come ti comportavi erano frutto di quel copione.

E ti senti vuota, come se avessi perso qualcosa, nuda dietro le spalle.

Ti senti nuda.Inizia il tempo del vuoto fertile, quel vuoto entro al quale stai entrando, il luogo della nuova te.

Fino a ieri ti comportavi navigando dentro il tuo copione del “non sono capace, non sono amata, sono vittima, sono perdente” e dopo aver tanto lavorato su di te, ecco che finalmente qualcosa si sblocca. Inizi a vedere come non avevi mai visto prima, un vero e proprio cambiamento percettivo. E tutto si svela.

E sai che se vuoi veramente stare meglio, devi lasciar andare tutto di quella “parte”: tutto o niente. Comprendi che ti sei sentita non capita, non vista, misconosciuta, perché eri dentro a quel copione, recitavi quella parte che faceva parte del gioco, leggevi la tua realtà a partire da quello sguardo: io sono vittima, e per essere vittima tu devi essere il mio carnefice, e tu il mio salvatore.

Un sistema, in cui tutti concorrono a mantenere le parti, a rotazione, dentro un campo energetico in cui ogni membro definisce (e sceglie) la parte da impersonare, per far sì che il gioco continui.

E come in qualsiasi sistema che si rispetti, se uno degli elementi smette di fare quel gioco secondo quelle regole, tutto il sistema salta.

Se smetti di percepirti da vittima e smetti di dire parole da vittima e smetti di sentirti vittima, o perlomeno inizi a vedere che persino certi sentimenti che provavi erano funzionali a mantenere tale sistema in piedi, …tutto crolla, come un muro al quale hai tolto in mezzo dei mattoni.

Finalmente…

E inizia la fase più complessa. Abbandonare un copione che si è mantenuto per anni, se non per una vita intera, è disorientante.

Si perdono quei punti di riferimento che ci hanno tenute entro quel ruolo e in qualche modo dato un’identità.

Anche essere vittima dà identità, essere perdenti ci definisce e coccola persino.

Soprattutto se abbiamo scelto in tempi antichi, perché abbiamo creduto di non poter ricevere altrimenti amore e considerazione.

E ti senti diversa.

Il tempo dell’abbandono del copione, del lutto e del pianto ha tempi suoi e soggettivi.

Cambieranno inevitabilmente reazioni e comportamenti e sentimenti. Cambieranno le perone intorno o comunque la nostra percezione.

E’ come alleggerirsi. Togliersi un cappotto pesante, una pelle d’orso, dimagrire di 10 kg.

I passi diventano incerti all’inizio, la luce più forte, le persone diverse, come non le avevi mai viste. E può essere tempesta intorno, e tristezza dentro.

Sei uscita da quel bozzolo soffocante. Sei nuova e muovi i primi passi.

Deve crescere una nuova pelle.

Senti nostalgia, quel copione vecchio ti ha permesso comunque di giungere fino a questo punto. Ha svolto la sua funzione. Ora non è più funzionale, ha finito il suo compito.

È necessario un tempo del saluto, del commiato, del pianto.

Diventare nuove è inebriante, ma ha bisogno di tempo. Tempo di passaggio attraverso il vuoto. Un vuoto in cui non si sa ancora chi siamo. Tempo di promesse, di permessi e di infinite possibilità.

Tempo in cui, nuove, dobbiamo trovare nuovi criteri e metri per orientarci nella nuova noi stessa nascente e creare le nostre nuove leggi e regole e valori.

E’ il tempo di preparazione in cui esiste già tutto in germe, in cui si muovono i primi inebrianti passi. La tentazione di tornare indietro è forte, il vecchio copione chiama ancora.

Perché la gioia di essere veramente se stesse spaventa, soprattutto chi ha per tanto tempo vissuto chiusa.

Ma sai anche che non puoi più tornare indietro, perché hai visto e intuito quanto potrà essere vera la vita che stai per iniziare.

Roberta

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Mi chiamo Roberta Bailo e sono un wild coach.
Sono laureata in filosofia, ho un dottorato di ricerca in bioetica e due master in counseling e coaching gestaltico.

Da più di 15 anni, con il counseling e il coaching, aiuto le persone a migliorare le loro vite, integrando gli strumenti di entrambi: ascolto attivo e direttività (il mio maschile e il mio femminile).

Da sempre la mia passione è la ricerca e la difesa dei diritti delle persone, che nella mia vita ho manifestato in diversi modi, tra cui anche nel mio lavoro di oggi.

Con il coaching, ti aiuto a raggiungere quello che è importante per te, grazie sia a incontri individuali sia a percorsi di coaching online, creati da me su temi fondamentali, quali il potere personale e il femminile.

Mi definisco un wildcoach, perché non amo le etichette e le categorizzazioni, niente life, sex, ecc. coach, quindi, anche se tratto tutti questi temi.

Perché wild? Sono una ribelle e un’anticonformista. Ti aiuto a liberarti da tutti quei condizionamenti familiari, sociali, culturali e interiori che ti bloccano nella manifestazione di te stessa per quella che sei, in profondità e autenticità.

Aiuto infatti prevalentemente le donne:
che vogliono scoprire come portare nelle loro vite i loro talenti e che vogliono vivere una vita in accordo con la propria anima e in autenticità
– che hanno bisogno di ricominciare, di dare maggiore valore a se stesse, di rimettere in sesto le loro vite e di riprendersi quel potere personale che non sentono di avere, perché nascosto da relazioni affettive castranti o da dipendenze.

Ti aiuto a liberarti da condizionamenti mentali, da copioni di vita castranti, da sensazioni di inadeguatezza, da legami affettivi con giudizio, sensi di colpa e ricatti, da paure di abbandono e di non essere amabile.

Credo profondamente che emozioni, sentimenti e sogni abbiano diritto di cittadinanza nelle nostre vite, che si possa scegliere, senza giudizio o sensi di colpa, e ci si possa dare il permesso di vivere per chi si è, ed essere felici.

Se vuoi scoprire di più su di me, visita il mio sito completamente rinnovato: www.robertabailo.com

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