Genesi di un cambiamento: l’archetipo spirituale precede quello fisico

Il requisito necessario affinché la coscienza possa determinare una “radicale trasformazione archetipale nel dna fisico” (non una modifica di sostanza, come invece normalmente succede tra una incarnazione e l’altra), è la sua maturità di forza, che dapprima verrà testata come capacità di dirigere completamente i corpi di espressione, inondandoli della propria vibrazione (tecnicamente definita “appropriazione cosciente”) e riscontrando la fioritura delle qualità, l’armonia fisico-psichica, e solo successivamente a questo stadio di ritmo stabilizzato nel tempo, dove si esaurirà l’esternazione massima possibile dell’espressione dell’anima, potrà riformularsi in archetipi totalmente nuovi, che risponderanno a necessità completamente diverse.

 

Raggiungimento massa critica

Questo disegno relativo ad una singola coscienza, potrà però attuarsi solo nel momento in cui altre numerose coscienze avranno raggiunto quello stesso stadio; il grande numero (raggiungimento della massa critica) permetterà quindi di cambiare tutto il disegno complessivo. Tutto questo potrà avvenire grazie a coloro che io chiamo “uomini del silenzio”, ovvero persone che riescono a dare la libertà perché la posseggono, riuscendo a non scinderla dall’amore. Questi individui esistono. Sono coloro che zitti, in assenza di clamore e senza far rumore, camminano nella vita come acrobati in punta di piedi. Essi sono capaci di donare se stessi senza che l’oggetto del loro amore lo sappia. Essi travalicando il vecchio modello archetipo, ne creano uno nuovo che non contempla più l’egoismo nel sapere amare, e che è scevro dalle impurità perpetrate nei secoli dalla gelosia, dal possesso, dall’interesse prettamente personale, dal dominio e dalla vanità dell’ego. Costoro, in sostanza, riescono da quel mondo archetipo della coscienza, a partorire un “nuovo modello di Amore”: di vero Amore. Ecco qua il salto spirituale, i prototipi embrionali, le matrici.

Così come per l’amore, il salto qualitativo dovrà poi esserci anche per il resto delle qualità espressive dell’anima, come la saggezza, la libertà, la tolleranza, l’amicizia, l’intelligenza, la creatività, la carità, la misericordia, la civiltà, la correttezza, l’onestà, la giustizia, la prudenza, l’acutezza, la sensitività ed altre ancora. Tutti i vecchi archetipi sporchi e logori dovranno essere sostituiti da quelli nuovi. Questa possibile ricostruzione spirituale è definita “transizione”. E ci vorrà un bel po’ di tempo affinché ciò avvenga.

Soprattutto dovrà instillarsi nelle coscienze il concetto per il quale il cambiamento “puramente” fisico è contrario alla legge di evoluzione, che invece procede tenendo conto che la materia deve assoggettarsi alla volontà spirituale. Ovvero dall’archetipo spirituale alla forma materiale. Ma bisogna anche tener conto del fatto che la forma cambia se è previsto un suo diverso utilizzo. Nell’economia dell’universo il dispiego di forze, energie e materie in nuovi accostamenti, è cioè subordinato alla nuova fruizione, senza spreco.

La nostra vita terreste è legata alla chimica del carbonio ed ha assunto determinate caratteristiche. L’evoluzione ci ha reso un po’ diversi fisicamente rispetto ad un passato lontano. Ma l’errore che si compie quando si parla di evoluzione, è pensare a cosa cambierà nel nostro aspetto fisico, riproponendo continuamente uno schema involutivo e parziale: noi uguale materia, noi uguale forma. Sembra un paradigma perpetuo che non riesce ad uscire né dalla ristrettezza della visione scientifica, che vorrebbe vedere l’agente propulsivo della Vita con apparecchiature materiali, né dalla visione utopistica dell’uomo, che desidera catapultarsi istantaneamente in un mondo nuovo, senza possederne i requisiti. Francamente non è condivisibile né l’uno, né l’altro.

 

Quinta dimensione

Il primo passo verso la meta futura, deve essere fatto verso “la qualità”. Il quinto regno è qualità dell’anima. La dimensione che dovrebbe accoglierci sarà dapprima qualitativa, e solo successivamente potrà manifestarsi in una fisica diversa. Le regole non si possono invertire. Il corpo denso probabilmente apporterà migliorie per poter accogliere le maggiori qualità espressive, ma saranno cambiamenti marginali. “Non potrà esserci un corpo completamente diverso, se non sarà prima completamente diverso il contenuto spirituale”.

Per un buon raccolto, prima si estirpano le erbacce dal terreno, poi c’è l’aratura, la semina, e solo alla fine c’è il germoglio e poi il frutto. Ora stiamo attraversando la prima fase, dove i mali del dualismo vengono riconosciuti e si tenta di sradicarli: l’ingiustizia, l’egoismo, l’ottusità, la disonestà, l’oppressione sono ormai percepiti dalle coscienze come impossibili da sostenere ulteriormente, e le rivolte dei popoli sono la manifestazione apparente di tale insostenibilità.

Dobbiamo, di conseguenza, aspettarci un lungo periodo di scardinamento, per vedere poi il nuovo germoglio uscire dal terreno e fiorire nelle future generazioni, con la massima magnificenza di espressione e con un residuo minimale di dualità. Chi ci sarà in quel tempo, vedrà l’emergere delle qualità dell’anima che ha ormai trasceso la lotta.

Come cambierà la forma fisica che seguirà alla trasformazione spirituale, alla fine di questo lungo processo di millenni? E’ difficile immaginarlo ed anche un azzardo forse un po’ irriverente. Sostituirsi alla creatività di madre natura, vorrebbe dire attribuirle le nostre poche nozioni, per giunta attinte dal modello attuale, anziché tutte le sue innumerevoli e possibili nuove combinazioni.

Preoccupiamoci, invece, di fare bene quello che siamo chiamati a fare oggi, dalla cosa più semplice a quella più complessa, perché quella semplice è degna del medesimo valore della grande, dal momento che nell’ingranaggio universale, nel tutto emanato, ciò che è piccolo sta al grande in uguale misura, e niente lo differenzia o scredita.

 

Amore incondizionato

Oggi, sarebbe già molto sostenere l’ideale di quelle nuove coscienze, che cercano di svincolare l’amore dall’egoismo, dalla gelosia e dal perenne ricavo, avendo come massimo punto di riferimento, il Signore Cristo, il quale nell’espressione dell’amore incommensurabile e incondizionato, e nel servizio reso all’umanità, compì la Sua grande immensa Opera.

 

fonte: www.fisicaquantistica.it

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