Ci sono anch’io questo natale…

Ci sono anch’io questo natale, anch’io così, e basta.

Con lo sguardo abbassato e i passi uguali di sempre.

Con un po’ di diffidenza e di speranza.

Con le emozioni quotidiane, in ricerca di simboli, di passaggi, di altro, di miracoli del cuore.

In ricerca di senso.

Anch’io qua ora con le mie tristezze, la mia non voglia di regali e il cuore che si strugge di malinconia per antichi natali di sogni e per un altro natale di oggi, senza risposte.

Ci sono anch’io che mi sento persa tra la folla agitata, corrente tra i regali e gli auguri.

Ci sono anch’io che corro ma senza energia, anch’io che do voce agli auguri, ma senza timbro, anch’io che cerco uno guardo che mi veda.

Mi vedi? Non so gioire per questa festa obbligata, solo malinconia di un paradiso perduto, solo ribellione per una gioia forzata, non sono di questo mondo, non ci so stare.

Sono di altri mondi, di altri regni, di altrove.

Cammino anch’io per le strade di luci, ma non appartengo alle strade affollate.

E se la magia non la sento, quale possibile scelta?

Puoi fermarti? E chiederti dove sei tu?

Sono storia di ogni Natale festeggiato, ogni Natale atteso, che mi ha resa triste o gioiosa, inquieta di significati…

Chi sei natale?
Simbolo di altrove, simbolo di luce, di rinascita, o festa franata nel consumismo e nell’ovvio, nello scontato.

Quale scelta possibile per me avvolta da un leggero velo di tristezza la sera della vigilia…per me che non sopporto le finte cene borghesi alle quali non è possibile non partecipare, pena essere tacciata per ingrata o superficiale… come fare?

Per me che scelgo giudizi e ingoio amarezza.

Per me con i ricordi congelati di bambina …per me che vorrei solo andare via, per me che sento il cuore ancora più freddo tra tutto questo calore ostentato e sorrisi di circostanza. Per me che invidio chi è felice davvero e sembra non fare tanta fatica.  Per me che vorrei solo chiudere tutte le porte, mente e cuore. Per me che cerco fuoco e legna, fiabe antiche e vecchie fate…

Per te me che affondo nel Christhmas Blues… in quella tristezza che le feste amplificano, in quelle domande che rimandano ad un vuoto che la gioia degli altri porta in primo piano con tanto sfolgorante splendore, quasi uno schiaffo.

Pecora nera da natale, senza posto persino nel presepe.

È così sbagliato non essere felici e gioiosi a natale?

 

Guardo le persone “benedette” che possono scegliere, che hanno scelto.

Hanno scelto l’essenza di sé e allora possono anche scegliere di andare, di fare, partecipare, esserci, con la loro luce, senza rinnegare se stessi, ma partecipando comunque, per amore, per non ferire, per libertà, per chissà che… scelto.

Guardo chi brilla di luce intorno, perché ha incontrato…

Guardo chi, nella necessità della propria storia, non può che, ancora questo natale, fare così come fanno gli altri e andare e partecipare e omologarsi.

Ma io non sono di questo mondo e non voglio. Sono ancora nel limbo, cerco ancora, ancora nel regno di mezzo, tra la luce e l’ombra, sospesa tra fatica del passato e parvenza della luce futura.

Non mi giudicare se non sono felice questo natale. Non mi giudicare se non sorrido, se non regalo, se voglio solo stare chiusa in casa e non sentire.

Tutto va bene. Tutto è cammino, di chi non può che rimanere ancora nella gabbia, perché non può o perché non la vede, o di chi invece sceglie per amore e in libertà.

L’augurio… di luce, possa essere comunque un simbolo e un passaggio.
Un passaggio di trasformazione, qualsiasi cosa questo voglia dire.
Un seme di nascita e di risveglio a qualsiasi cosa possa significare.

Un modo per sentire che si può cambiare, e usare questo giorno per scegliere un proprio passo avanti, magari di alleggerimento; o un modo per risentire il proprio cuore ferito addolcirsi nei ricordi dell’infanzia, o ancora per vedere il mondo intorno diversamente, con meno rabbia e rancore. Un giorno per lasciar andare o per scegliere di rimanere uguale, ancora per un po’ così.

O un giorno come tutti gli altri e per questo speciale comunque.

Simbolo di luce e di rinascita.

Di nascita a se stessi veri, in un percorso di consapevolezza e di essenza.

Possa portare quella freschezza e attesa del meraviglioso che tanto sa di bambini che attendono questa magia.

Che possa risvegliare il tuo potere e i tuoi talenti, la tua creatività, la tua unicità, i veri doni del natale.

Possa la forza del tuo spirito animale portarti tanto lontano quanto lontano riescono ad arrivare le tue visioni e ricondurti a casa salvo.
Possa il tuo spirito guida vegliare su di te e sulla missione per la quale la tua anima è venuta, possa la rete dei cacciatori mai esserti nemica.
Possa la tua luce risplendere nel glorioso giorno del sole nascente chiamato Natale per molti e molti nuovi cicli a venire.
Ti aspetto sempre nel mio cuore dov’è la nostra casa»
(augurio sciamanico- Selene Calloni Williams)

Perché la vita sorprende, la vita è buffa, la vita è meraviglia, la vita è grazia.

Che possiamo allora lasciarci prendere, lasciando andare controllo e diffidenza per un po’…

E trovare una nostra luce improvvisa. Perché all’improvviso è bello…

Perché il ciclo vita/morte/vita continua ed è di nuovo vita.

Perché anche il cuore può lasciarsi aprire ogni tanto e andare oltre convenzioni e ribellioni e scoprire.

E anche la malinconia può condurre a giardini fioriti.

Roberta

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©Edizioni Unsolocielo – Naturagiusta 2018. Tutti i diritti riservati

Roberta Bailo
Sono un coach. Un wild coach della ribellione.
Aiuto le persone a scoprire le loro energie nascoste.
Per me essere wild significa scoprire e riscoprire la propria vera essenza e portarla nel mondo.

Wild è ritornare ai propri cicli naturali in armonia con la natura e le sue forze potenti. Wild è riscoprire la propria energia, il proprio potere e portarlo nel mondo. Wild è accedere alla propria saggezza ancestrale. Wild è anima.

Ribellione è diventato il mio mantra, ma non nel senso di andare per forza contro corrente, da outsider, ma nel senso più profondo di essere pienamente se stessi.
Ribellarsi quindi a tutto quello che impedisce il bellissimo percorso di trasformazione che è vivere.

A volte ribellarsi persino a se stessi, se questo non porta ad un di più di sé. Tradire a volte, se necessario, tradire anche idee su di noi. Stare nelle contraddizioni.
Da sempre in cammino di ricerca, ho trovato in questo mio modo di fare coaching il contributo che posso essere per il mondo, che corrisponde alla mia energia e al mio potere.

Sono felice quando, nell’incontro con un’altra persona, riesco ad aiutarla ad esserci in pienezza nella sua vita, anche se per poco e anche se solo per un aspetto.
Felice di essere stata una parte del suo cammino di consapevolezza e di liberazione da etichette, da stereotipi, da insoddisfazioni, da catene e zavorre.
Felice se l’ho aiutata a comprendere gli snodi importanti della sua vita, a superare un abbandono, ad elaborare la fine di una storia d’amore, a lasciar andare un copione da vittima o da perdente.
Aiutata senza invadere il suo campo, ma un passo indietro, nel profondo rispetto e ascolto dei suoi tempi e della sua sacralità.

Sono felice quando insieme abbiamo contribuito a creare un nuovo ordine, di amore, che so che si espanderà nel mondo e oltre, con nuove energie e vibrazioni.

Per questo ho creato dei percorsi sulla Donna Selvaggia e sui copioni di vita che ci incatenano “Tre settimane e mezzo di ribellione”.

Tengo gruppi di coaching a tema: che donna sei, i vampiri energetici, la donna selvaggia, amori finiti come uscirne, desidera, io sono, e altri in divenire. E ovviamente incontri individuali.

Pagina facebook : Roberta Bailo wildcoach 

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