Ascoltare una Scrittura

Estratto dal Libro: Giove parla Venere ascolta

 

Conoscere profondamente le qualità e i simboli custoditi in una scrittura è un lavoro complesso, che ha bisogno del giusto tempo di riflessione, e prevede sia una fase molto tecnica sia un secondo momento di lettura più intuitiva.
La mia insegnante di grafologia ci invitava a tenere la scrittura in vista per diversi giorni, e lasciarla parlare… buttandole un’occhiata en passant per ascoltare ogni volta una tonalità diversa e percepirne uno strato più profondo.
Guardandola al contrario, sottosopra, allo specchio, toccandola velocemente con le dita per sentire la pressione e ricalcandone il movimento con uno stuzzicadenti per immedesimarsi nel suo ritmo. È un lavoro che oserei definire “sinestetico”, che coinvolge più sensi e contiene molte sfumature.

Ma è possibile decifrare qualsiasi cosa scritta, anche un appunto veloce o una lista della spesa? Meglio di no: per fare un buon ritratto di chi scrive occorre un “saggio grafico”, ossia un foglio bianco A4 senza righe o quadretti, con almeno una decina di righe redatte spontaneamente (il contenuto è irrilevante), non copiate o sotto dettatura, e firmate.
Si potrebbe pensare che la forma delle lettere sia l’unico indizio per svelare la personalità di chi scrive. È certamente molto significativa, ma è solo uno dei tanti “mattoncini” che compongono il gesto grafico. Inoltre, nella metodologia della Scuola Francese assume grande rilevanza la simbologia spaziale: la presa di possesso dello spazio, la gestione dei margini e delle interlinee, il tipo di rapporto che si crea fra il bianco e il nero.

La scrittura è come una danza, e se la forma è la ballerina con il suo abito, il suo trucco e il suo sorriso, il movimento è il tipo di ballo, che conduce il corpo nelle 4 direzioni attingendone simbologie e suggestioni.

Alto: cielo, giorno, luce, qualità, bellezza, autorità, preziosità, spiritualità, superiore, irraggiungibile, superbo
Basso: elementare, semplice, piccolo, disponibile, sottomesso, umile, radici, istinti, notte, tenebre, profondità
Destra: sicurezza, elezione (braccio destro), agio, incontro con l’altro, futuro, realizzazione
Sinistra: alternativa, controcorrente, mancina, passato, origini, madre, introversione

Pensiamo alla scrittura come emanazione di sé: come mi presento al mondo, come creo la mia forma, come mi muovo? Invado tutto lo spazio a disposizione, riempiendo ogni centimetro, o lascio molto bianco?
È un bianco razionale che mi permette rettifiche e riflessioni, o un bianco dilagante in cui lo scritto sembra annegare? Stacco una lettera dall’altra, oppure le collego?
E tra le parole, quanto spazio mi occorre per sentirle “alla giusta distanza”?
Preferisco slanciarmi verso la destra, verso l’alto, oppure i miei gesti sembrano ben radicati al terreno, o si tuffano nel mare profondo in cui getto un’ancora?
E com’è il mio movimento?
Corro verso il nuovo, magari frenando all’improvviso per andare a capo, o sussurro pacatamente i miei passi, esitando un po’?

Susanna

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Giove parla Venere ascolta

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Susanna Mariani

Prima di diventare mediatrice familiare, mamma e seguace del “culto della zappa dell’entroterra ligure”,
ho lavorato come giornalista freelance e redattrice.
Per molti anni la scrittura è stata la mia medicina, confine e contatto tra la mia anima e quella di chi,
dall’altra parte della pagina, mostra la sua.
Alcuni libri sono stati per me guide, specchi, amici.
Qui ve ne voglio presentare qualcuno.

Quando scrivevo per passione: laparoliera.blogspot.com

Quando scrivevo per lavoro: susannamariani.wordpress.com

Ora che non scrivo (quasi) più: https://mediazionefamiliare.wixsite.com/susanna

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