Psiche e Amore
Le mie care sorelle mi mettono in guardia, mi dicono di star attenta, vogliono il mio bene e la mia sicurezza. Tuttavia, pur non avendo mai visto il suo viso, io lo amo.
Può essere così sprovveduto il mio stomaco, tanto da riempirsi di farfalle al suono della sua voce soave come una carezza?
E una bocca deforme potrebbe tale amabile tono?
Potrebbe la mia pelle venire percossa da mille brividi se fossero mani abominevoli?
Quanto inesperta potrebbe essere la mia bocca; da considerar ambrosia le sue labbra?
E quanto potrebbe sbagliare il mio istinto?
Mi è stato chiesto e ordinato di non fidarmi, ma di cosa non dovrei fidarmi?
Del mio corpo che si accende ogni notte per lui?
Del mio Cuore, il quale esonda amore dalla sua coppa e nutre il più nascosto anfratto di me stessa? Di chi e di cosa non devo fidarmi?
So che sto rischiando troppo, so che sto venendo meno alla promessa, ma più di tutto so che sto tradendo me stessa, le mie intuizioni, il sentire della mia sostanza. Sto tradendo il mio Amore. Sento il suo respiro di miele, sento il calore del suo corpo, accarezzo le statuarie forme e mi devo far violenza per avvicinare la fievole fiamma al suo viso.
Qualunque sarà il tuo aspetto, amore mio, il mio sentimento per te non muterà.
Adesso nel buio di questa stanza io ti prometto Amore e null’altro.
Eccoti, il tuo viso è l’emblema della perfezione, non ne sono stupita, l’ho amato e baciato così tanto che potrei disegnarne i contorni con le labbra. Pagherò a duro prezzo tutto questo, lo so.
La paura mi ha ingannata, le credenze hanno mosso i fili del burattino che sono stata.
Mi guardi, i tuoi occhi sono tristi, mi sfiori le labbra e scompari.
Ho tradito la promessa e ti ho perso, mai più darò credito a pensieri e illazioni.
Il mio Cuore e solo lui conosce la verità, niente lo contamina e niente lo inganna.
Ti seguo mio Cuore, dammi tutte le indicazioni, non ho paura, affronterò ogni prova.
Morirò se necessario ma devo riconquistare la fiducia del mio Amore; la fede della pelle increspata dai brividi, la verità dei palpiti e dei sussulti, l’onestà dell’intuito, l’esattezza che dimora nella gabbia toracica. La persuasione dei respiri che ho donato alla tua bocca, la certezza dei sensi.
Torno da te Amore, senza paura come una guerriera, sola, senza vesti, senza corazza, con l’intento come spada e il mio Cuore come destriero.
Enrica
Scopri il mio libro: “Tu mi hai salvato la vita”
ENRICA ZERBIN nasce il 1 ottobre del 1973 a Adria (Rovigo) tra campagna, mare e il delta del fiume Po. Figlia di pescatori e agricoltori i quali le hanno insegnato il rispetto per la natura, i suoi cicli e, contemporaneamente , il rispetto verso le persone.
Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo: Tu mi hai salvato la Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili, ma soprattutto una narrazione capace di sensibilizzare sull’importanza della donazione del midollo.
Tra il 2016 e 2017 vince alcuni piccoli concorsi letterari con i racconti brevi: Mister Green Hat, I racconti del Fiume e ll Signor Senza Nome, storie sul cambiamento e sull’incontro col proprio Sé. Ricercatrice e studiosa del mito greco e norreno, della simbologia di varie culture, degli archetipi, del femminile sacro e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Si interessa ai tarocchi e alle rune come strumento di indagine interiore.
Femminista attiva sulle pari opportunità, e sulla sensibilizzazione necessaria al problema della violenza.
Con questo intento ha scritto un importante articolo per l’associazione UDI di Ferrara intervistando una donna Nigeriana, per raccontare l’orrore del suo viaggio; dalla Nigeria, lungo il deserto del Ciad, l’orrore libico fino al suo arrivo in Sicilia.
A breve uscirà la sua seconda opera: “La Danza Del Seme Selvaggio”, avventurosa storia di due donne in viaggio tra boschi di montagna, con la sola guida di una mappa disegnata da una vecchia strega.
Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.
“Le storie sono ovunque. Il vento, poi, le soffia nei pensieri. Vorrei librarmi in volo per afferrarle e poterle raccontare.”
Cara wonder woman
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