La sana libertà spirituale di un bel “vaffa…”
Ci tengo a fare un po’ di chiarezza, mi preme, lo devo quantomeno a me stessa.
Lo sento quasi come una missione, un desiderio, un punto fermo da mettere, un dovere verso l’esistenza tutta.
Chiarezza su questa spiritualità che tanta confusione ha creato e continua a creare, come se il fatto di conoscere certi argomenti dovesse rendere chi li pratica una persona dalle candide apparenze di un santo, un Buddha o il Dalai Lama in persona.
Ah le apparenze!!!
Forse ci si dimentica che esiste tutto il resto e soprattutto esistono tutti gli altri.
Tutto il resto è per esempio il linguaggio, al quale togliendo l’etichetta di giusto o sbagliato rimane soltanto un suono, una vibrazione, un’emozione, un intento e come tale può essere percepito bene o meno bene dal nostro interlocutore.
Solo chi parla sa che emozione vuole esprimere, chi ascolta può intercettarla o meno, intuirla oppure vederla come il riflesso di altre parole uguali già ascoltate in passato da altri.
Ma può sbagliare.
Ecco quindi che i vaffa, gli stic@@@i e tante altre parole che di regione in regione esprimono il medesimo sentire, possono diventare poesia, gioia, misticismo, libertà, musica.
E basta con i bacchettoni della spiritualità che hanno studiato poco e praticato ancor meno.
E fatevela una risata, una di quelle sane che dalla pancia arriva al cielo!
E godersela sta vita che poi tanto per fare i santi avete tutta l’eternità là sulle nuvolette.
Liberatevi ecco, lasciatevi andare, godete del dono della parola che perdincibacco e perdirindina sono parole delicate e cool ma vuoi mettere la potenza energica di un bel vaffa?
Riuscite ad intuire l’impatto e lo choc creato nell’inconsapevole che sgrana gli occhioni con aria scandalizzata… “oddio, una parolaccia!”
È goduria se il vaffa lo catapulti fuori dalle corde vocali con piacere, e come piacere ti torna indietro. Ti fa male invece, molto male, se lo esprimi con astio e cattiveria…ma questo lo puoi sapere solo tu, è roba tua e a te ritorna…questo è l’abc della spiritualità.
Almeno ciò che si dice si dovrebbe sapere da dove viene, cosa lo sprigiona, da quali anfratti del tuo essere sgorga.
La spiritualità insegna a scoprire il piacere di avere un’anima e l’anima è una bambina, e i bambini la sanno lunga.
Chi è spirituale dice anche le parolacce e le sa dire al momento giusto, con il tono giusto, forse anche con la giusta gestualità che porta maggior enfasi ad una parola che già di suo è spettacolo. Chi conosce la spiritualità sa che la patina di santità non serve e che a volte non fa bene a nessuno, che non fa ricevere premi.
Per chi invece non la mastica ‘sta spiritualità, i cosiddetti bacchettoni dell’educazione e delle parole buone e quelle cattive, vorrei suggerire di imparare qualcosina, giusto le basi magari, nessuno è mai morto nel tentativo di diventare una persona migliore.
Tutti i migliori, quando proprio non possono farne a meno, sanno dire i vaffa con amore, quello verso il proprio essere, il vaffa che esige rispetto e considerazione, il vaffa karmico.
E poi i vaffa vanno dosati, centellinati ed utilizzati senza spreco. Mai sprecare.
Non tutti meritano questa preziosa parola, in molti casi va bene anche un sorriso, uno sguardo rivolto al cielo, una scrollata di spalle, un semplice “hai ragione” e via, come per dire…ok, non riusciamo a comprenderci ma va bene così, io conosco molto bene me stessa, so esattamente cosa sto facendo e dicendo.
Ma quando serve, quando senti che non puoi farne più a meno, un bel vaffa e poi allontanati, con leggiadra poesia e quella dolce musica in sottofondo verso altre spiagge, verso un nuovo sole….
Sabrina
Non è che decisi io, è stata Lei, la Vita, a prendermi per mano e condurmi nell’unico posto dove avrei potuto trovare risposte alle mie mille domande, dentro di me. È stata la Vita che mi ha riempita di voglia di capire e di conoscere, entrambe figlie della sensazione che l’essere umano fosse più grande e più potente di quanto si mormorasse in giro. Fu per questo che iniziai a cercare ovunque, a leggere, a studiare, a fare domande e ad afferrare le risposte che di volta in volta arrivavano. Mai avrei potuto immaginare le meraviglie che avrei scoperto. Neanche nelle mie più fervide fantasie avevo mai visto tanti tesori tutti insieme che avevano solo bisogno di qualche lavoretto per venire alla luce. Avevo dalla mia tanti aiutanti: la mia testardaggine, il mio essere sempre stata una voce fuori dal coro, una pecora nera, un’incontentabile, un’insolente e una faccia tosta con una voglia di vivere che non sapevo neanche io da dove ogni volta saltasse fuori… e poi c’era lui, il coraggio, l’unico che non mi ha mai abbandonata. È un cammino che non ha un inizio netto così come non avrà mai una fine; si cammina per il piacere immenso che ne deriva e se strada facendo capita di dare una mano a chi è in cammino come noi, ne sarà valsa due volte la pena. “C’è un dono che non ha eguali nell’Universo, è il dono della Vita. C’è un solo scopo nella vita ed è la ricerca della Via per giungere alla Verità” cit. mia

Si sente prima…
Fidati di te
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