Un Ponte con l’Invisibile
Esistono livelli di realtà ai quali si accede attraverso il corrispondente livello di coscienza.
Le tradizioni antiche lo insegnavano, perché lo sapevano, perché avevano accesso a quei livelli di coscienza.
L’uomo era più vicino a se stesso di quanto lo sia adesso ed era più vicino ad altri piani di realtà.
Accanto alla realtà oggettiva, che vediamo immediatamente nello scorrere delle giornate, esistono altre realtà, tra cui quella simbolica.
Il simbolo è qualcosa che unisce, da sun-ballo, mette insieme quello che è diviso, separato, e collega, crea un ponte.
Lo mette insieme per chi lo guarda, perché in realtà è già unito, come ci si accorge attraverso un altro livello di coscienza, quello universale, mistico, spirituale, che fa accedere a quel tipo di realtà.
D
a quei livelli di coscienza, ci si accorge che ogni cosa è un simbolo e che tutte le realtà coesistono.
Maria di Nazaret, per citare un esempio noto, è un personaggio storico, è realmente esistita ed è anche un simbolo.
È il simbolo, tra le altre cose, del femminino sacro, del volto femminile del divino, ed è il simbolo di quello che può accadere ad ogni essere umano, se e quando dice “eccomi, sia fatta la tua volontà”.
Se lo dice, accede ad alti livelli di coscienza e rimane gravido di nuove consapevolezze, di un nuovo se stesso, di piani di realtà che non sono accessibili, se ci si limita a vivere su piani diversi.
Le sacre scritture sono tutte piene di simboli, raccontano anche fatti storici e sono sacre perché parlano dell’uomo, perché spiegano quei livelli di realtà e di coscienza, perché parlano del divino.
Non sono sacre perché sono relative a un Dio di cui bisogna avere un rispetto reverenziale.
Quel Dio lì non esiste.
Non sono sacre perché parlano di argomenti oscuri, difficili, che si perdono nel tempo e che non hanno collegamenti con la vita quotidiana.
Ce l’hanno eccome, bisogna saperlo e bisogna saperlo vedere.
Sono sacre perché danno questa capacità di vedere e di accedere a visioni e consapevolezze che, in caso contrario, rimangono inaccessibili.
Gli edifici religiosi sono pieni di simboli che, per chi non li conosce, rimangono immagini vuote, come quei concetti espressi in maniera fredda e lontana dai religiosi stessi.
L’ Albero di Natale è un simbolo e ce lo ritroviamo davanti, ovunque, per più di un mese, e non lo vediamo, perché non lo sappiamo.
La spada è un simbolo, una porta che si attraversa è un simbolo.
Lo sono il serpente, un’immagine che abbiamo davanti mentre riceviamo un’intuizione, le ali…
Sono simboli e sono ponti, attraversarli conduce altrove, lasciarseli sfuggire fa rimanere fermi dove si è!
Vittoria
Vittoria Cucciarrè Segui la pagina facebook: Tra Anima ed Ego e Un Ponte con l’Invisibile Contatti: veranikatraanimaedego@gmail.com
Avvocato fuori, ricercatrice dentro.
Il mio percorso di crescita personale e spirituale non è iniziato per mia scelta, è stato lui a scegliere me.
Non sono titolata, non ho frequentato corsi, non ho verità da rivelare.
Sono una persona curiosa, che ama ricercare, indagare, scoprire e farsi ancora domande.
Anzi, prima di amarlo, questo è quello che sono.
Non so nemmeno io dove sto andando, dove e se arriverò, non so neanche più se sto cercando qualcosa di definito.
Ma so che è quello che mi piace, che mi fa stare bene e che ha rivoluzionato e migliorato la mia vita.

