Le Zone dell’Inconscio dove non osiamo andare – Siamo il Sole!

Ci sono anime pietrificate dal dolore, immobilizzate da ricordi di cicli di vite in cui hanno perso persone che amavano, sogni che amavano, progetti che amavano, battaglie in cui credevano.

Pietrificate da ricordi inconsci, di vite in cui sono state vittime, di vite in cui sono state carnefici, di vite in cui sono state tradite, umiliate, uccise, di vite in cui hanno tradito, umiliato, ucciso, di vite in cui hanno sperimentato il buio, di vite in cui hanno toccato i punti più bassi dell’esperienza umana.

E ora sono immerse nel buio, quello freddo e tetro.
E, ferme, davanti all’ingresso della caverna in cui non osano inoltrarsi, rimangono bloccate.
Temono che ci sia la morte in quel buio e si tengono distanti da quelle zone del loro inconscio che riporterebbero in vita quei ricordi.

Hanno paura e non se ne accorgono neanche.
Hanno dei tesori da far riemergere laggiù
e non riescono ad accedervi.

Non sanno che oltre il buio c’è sempre la luce e che il buio serve solo a farla vedere.
Oppure lo sanno, ma quei ricordi sono così pesanti che, pur volendo accedervi, ci sono parti inconsce che le tengono comunque lontane da quei luoghi della loro anima.

Sanno che quelle volte in cui sono state deluse, tradite, ferite e uccise
e quelle volte in cui hanno deluso, tradito, ferito e ucciso erano anche allenamenti, per diventare sempre più determinate, erano esperienze necessarie, per poter scegliere la luce, dopo aver sperimentato il buio, per poter trascendere quelle dimensioni basse, dopo averle vissute.

Sanno che la vita si sviluppa fluttuando tra alti e bassi, che si sale, dopo essere stati giù, perché l’evoluzione segue l’involuzione e l’involuzione si sviluppa e porta all’evoluzione.
Ma hanno memorie troppo dolorose nelle loro cellule, memorie di sconfitte, memorie di manipolazione, memorie di vite condotte su frequenze basse, memorie di morte
Subita e inflitta,
memorie che non riescono ad emergere, per essere perdonate e trasmutate.

E, cosi, insieme a quelle memorie, rimangono celati anche i tesori, i doni, le consapevolezze, i talenti, gli strumenti a cui quelle esperienze sono state funzionali.

Bisogna perdonare, per il male subito, e perdonarsi, per il male commesso, consapevoli che bene e male sono categorie relative all’ottica umana, che siamo stati tutti sia vittime che carnefici, che dalla visione cosmica, complessiva, unitaria, divina, bene e male cedono e diventano esperienze utili al fine.

Bisogna darsi il permesso di recuperare quei ricordi, di vederli, riviverli, perdonarli e trasmutarli.

Bisogna perdonare, perdonarsi, onorare, ringraziare e benedire tutto quello che è stato,
perché buio e luce sono entrambi figli del sole.

Bisogna sapere di essere sole.
Il sole non smette di essere se stesso quando scende giù e, al posto della luce, rimane il buio.
Il sole è sempre sole, anche quando non si vede.

Bisogna guardare il sole, oltre la luce e il buio,
accogliere i suoi raggi e rifletterli sul mondo.
Bisogna ricordarsi di essere come il sole.

Vera Nika

Vera Nika – Vittoria Cucciarrè

Avvocato fuori, ricercatrice dentro.
Il mio percorso di crescita personale e spirituale non è iniziato per mia scelta, è stato lui a scegliere me.
Non sono titolata, non ho frequentato corsi, non ho verità da rivelare.
Sono una persona curiosa, che ama ricercare, indagare, scoprire e farsi ancora domande.
Anzi, prima di amarlo, questo è quello che sono.
Non so nemmeno io dove sto andando, dove e se arriverò, non so neanche più se sto cercando qualcosa di definito.
Ma so che è quello che mi piace, che mi fa stare bene e che ha rivoluzionato e migliorato la mia vita.

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Contatti: veranikatraanimaedego@gmail.com

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