Tutti i Colori dello Scarabocchio

“Nel momento stesso in cui scriviamo ci collochiamo nello spazio:
il foglio di carta rappresenta l’universo nel quale ci muoviamo
e ogni movimento scrittorio
è simbolico del nostro comportamento in questo universo”
Ania Teillard

“Il foglio bianco su cui scriviamo rappresenta simbolicamente il nostro mondo, l’ambiente in cui ci muoviamo, l’universo di cui siamo padroni.

Questo principio “proiettivo” è alla base dell’interpretazione della scrittura e del disegno, ma non soltanto : anche una traccia minima lasciata sulla carta, come un piccolo, veloce e distratto scarabocchio, “si colloca in uno spazio” e parla di noi.

E siccome tutto ciò che avviene nel momento in cui prendiamo contatto con il foglio-ambiente (la posizione che assumiamo, la grandezza e il tipo di carta, lo strumento grafico e la sua impugnatura …) si carica di espressività, anche il colore dell’inchiostro che scegliamo assume un significato.

La vibrazione dei vari colori esercita una forte influenza sulla nostra psiche, e la Cromoterapia si basa proprio su questo principio : la scelta del colore è in relazione all’affettività, alle emozioni, alle sensazioni, all’equilibrio psico-fisico … non tutti abbiamo la stessa sensibilità nei confronti delle sfumature cromatiche.

La tradizione popolare offre una sua interpretazione generale del simbolismo dei colori: il rosso è l’amore, il verde è la speranza, l’azzurro è la fedeltà, il giallo è la gelosia, il nero è la morte, il bianco è la purezza … ma il colore possiede anche un valore soggettivo, e la sua percezione viene registrata a livello profondo e inconscio, come ben sa chi utilizza il linguaggio dei colori nei messaggi pubblicitari.

Quando scriviamo, disegniamo o scarabocchiamo il colore che scegliamo per lasciare una traccia sul foglio esprime lo stato d’animo che ci accompagna , il tono del nostro umore.

Se la scelta viene ripetuta e diventa una costante allora è veramente nostra, come la penna preferita : siamo in contatto con il “nostro” colore.

Può capitare però che ci si senta attratti da un colore d’inchiostro che non è quello abituale : questo significa che quel colore emana la vibrazione energetica di cui abbiamo bisogno in quel momento, e possiamo trarne beneficio senza nemmeno rendercene conto. In questo caso è giusto assecondare questa scelta, ed entrare in risonanza con la vibrazione di quel colore.

Il nero è la scelta incisiva per eccellenza : evoca il desiderio di rigore razionale, di autoaffermazione, di autonomia mentale. Non è considerato un vero colore, quanto la negazione del colore: scegliere il nero è un po’ come prendere le distanze dal mondo delle sfumature e delle vibrazioni cromatiche, così soggettive, emozionali e coinvolgenti; è cercare l’obiettività, il distacco emotivo, l’indipendenza di giudizio, a maggior ragione quando si predilige il nero brillante, quello che solitamente si ottiene con un pennarello a punta molto fine oppure a inchiostro gel, lucido e particolarmente fluido.

I significati fondamentali del blu rimandano alla sfera dell’affettività: “colore del sentire”, tanto quanto il rosso è “colore dell’agire”, il blu è universalmente collegato alla recettività femminile, al mondo acquatico delle emozioni e della sensibilità.

La scelta del tratto blu appartiene spesso a persone creative, affettuose, avvolgenti, che apprezzano la calma e l’armonia interiore, che si sentono gratificate da relazioni stabili e rassicuranti.

Si può scegliere il blu, occasionalmente, nei periodi di forte stress, quando si avverte un particolare bisogno di quiete, di riposo, di ambienti accoglienti e di silenzio emotivo, per la sensazione rasserenante che questo colore sa trasmettere.

L’azzurro è il colore dell’infinito, del vuoto che può contenere tutto : tonalità “rinfrescante” più di ogni altra, il tratto azzurro ci attira quando abbiamo bisogno di rinforzare le nostre difese, di depurarci, di eliminare tossine, di rigenerarci, di dare inizio a un processo di rinnovamento attraverso la pace della mente. Il turchese aggiunge una sfumatura di originalità e di ricercatezza, insieme al piacere di attirare l’attenzione.

Il rosso è, in assoluto, il colore maggiormente carico di energia : significa soprattutto eccitazione, e la sua vibrazione, tra tutte le percezioni cromatiche calde, è considerata la più stimolante.

Colore dell’attività e dell’individualismo, il tratto rosso attira l’attenzione e si impone vistosamente, quasi provocatoriamente : per questo lo utilizziamo abitualmente per segnalare errori, o evidenziare richiami.

Può essere scelto sia da persone vitali, passionali, competitive e reattive fino al limite dell’aggressività, sia, per compensazione, da persone debilitate, esaurite fisicamente e psicologicamente, prive di entusiasmo e di obiettivi precisi, che si sentono come rinvigorite e motivate dalla forza di questo colore.

Il giallo è il colore più “luminoso” in assoluto, quello che più ricorda il sole, e quindi ne assume tutte le valenze : dall’ottimismo all’estroversione, dalla vitalità spontanea all’autoaffermazione. La calda vivacità del giallo ci coinvolge quando vorremmo dare maggiore impatto, pienezza e potere alla nostra presenza, quando sentiamo il desiderio di essere valorizzati, o anche quando siamo alla ricerca di qualcosa di innovativo, una sorta di “forza radiante” che ci emozioni, che rompa i soliti schemi, che ci offra la stessa sensazione di imprevedibilità e di libertà di un viaggio in paesi lontani e sconosciuti.

Concordemente viene riconosciuta al giallo la facoltà di stimolare l’attività del cervello sinistro : quindi l’attenzione, la razionalità, la memorizzazione, il pensiero di tipo logico-deduttivo, l’apprendimento in generale, per cui tendiamo a sceglierlo quando abbiamo necessità di sentirci lucidi per osservare i fatti nella loro giusta prospettiva.

Come il rosso e il giallo l’arancione è un colore caldo, che simbolicamente rimanda alla luce, al giorno che nasce : è una tonalità brillante, stimolante ed energizzante, apprezzata dalle persone espansive, evocatrice di socievolezza, gioia di vivere, creatività, entusiasmo, che pare abbia un effetto benefico sul tono dell’umore.

L’arancione ci attrae quando ci sentiamo depressi, o semplicemente annoiati e abbiamo bisogno di una spinta che ci metta in azione, ci coinvolga, ci rallegri e ci apra la mente sbloccando una situazione di stallo.

Compendio di rosso e di blu, di passione e recettività, di maschile e femminile, il viola fonde e spiritualizza queste due istanze intense ed opposte.

Colore dell’ispirazione per eccellenza, collegato al cervello destro, di cui stimola l’attività intuitiva ed immaginativa, favorisce la meditazione, la concentrazione interiore, e pare abbia influenzato l’opera di Leonardo da Vinci, il quale pensava che la luce viola proveniente dalle vetrate delle cattedrali illuminate dal sole avesse il potere di aumentare l’ispirazione e l’ingegno di dieci volte rispetto alla luce normale.

Il viola ha in sé qualcosa di ambivalente e di indefinito, è una sorta di sfumatura di metamorfosi, di incantesimo, di sconfinamento in altri mondi : per questo è amato dagli artisti, dagli adolescenti, dai sensitivi, dalle persone ancora in cerca di se stesse, dagli esteti che apprezzano scelte raffinate e da chi subisce il fascino del “diverso”, compresi gli universi paralleli della magia, dell’esoterismo, dell’occultismo, della “spiritualità” nel senso più ampio (e non sempre adeguato) che a questo termine viene dato.

Il viola molto scuro è considerato il colore dell’energia fredda, e pare che favorisca al massimo la concentrazione mentale : rimanda ad un’atmosfera vagamente lunare e può essere scelto in un momento di introversione, quando non si sente particolarmente il richiamo di stimolazioni esterne e si ha bisogno di riflettere con tranquillità.

Il rosa è un colore secondario, composto di rosso e di bianco: evocativo di delicatezza, freschezza, pudore, gentilezza tutta femminile.

Pare eserciti un’azione rilassante e armonizzante sul sistema nervoso : ci affidiamo alla leggerezza del tratto rosa nei momenti di tensione, quando il peso della realtà si fa sentire e il potere dell’illusione e del sogno ad occhi aperti ci seduce.

Il grigio, tono sobrio, neutro e protettivo, è scelto spesso da persone sovraffaticate (ad esempio sotto esami) o stressate, che cercano in qualche modo di isolarsi, di mimetizzarsi, di prendere le distanze dal mondo.

In effetti la scelta del tratto grigio ha in sé qualcosa di difensivo : può essere dovuta ad una temporanea condizione di stanchezza, o forse al desiderio di non essere posti di fronte a responsabilità troppo pressanti.

Può appartenere a persone sensibili, poco combattive, che tendono a rifugiarsi nella neutralità, che preferiscono eseguire piuttosto che innovare, così come può rappresentare la riservatezza, l’eleganza, la raffinatezza di persone intelligenti ed introverse, all’apparenza chiuse e un po’ fredde, con un’energia vitale sempre piuttosto delicata, se non carente.

Il verde è tradizionalmente associato alla natura, alla crescita, alla vegetazione e al fiorire della vita.

Vibrazione centrale nella sequenza dello spettro solare, in connessione con il senso dell’equilibrio, il fascio di luce verde è molto usato in cromoterapia perché sostiene il sistema nervoso, stabilizza pensieri ed emozioni e ha un potere calmante.

Il verde è un colore energico, ma senza il dinamismo impetuoso del rosso, anzi, con una nota di stabilità che gli deriva dal suo essere fusione di un colore caldo e stimolante (il giallo), e di un colore freddo e tranquillizzante (il blu).

Entriamo in risonanza con questo colore intermedio quando abbiamo bisogno di fare luce all’interno di noi stessi, di mettere ordine nei nostri pensieri e nei nostri ricordi, di conciliare tendenze opposte e sentimenti contraddittori, di riflettere con calma prima di prendere una decisione. Oppure quando avvertiamo la necessità di cambiare qualcosa nella nostra esistenza, il desiderio di rimetterci in gioco, di “voltare pagina” e di ricominciare : il verde infatti evoca l’avvicendamento, la vita che si rinnova con il rinnovarsi delle stagioni.

La scelta del tratto verde azzurro aggiunge una nota di freddezza e di distacco: ha qualcosa di asettico e caratterizza comportamenti riservati e difesi, talvolta inflessibili.

Anche il verde scuro, contenendo più blu e meno giallo, accentua la tonalità fredda e assume una sfumatura di rigore e di cautela.

Secondo alcuni cromoterapeuti la scelta del marrone sarebbe da collegarsi al bisogno di concentrarsi e di ritrovare un contatto profondo e rassicurante con il proprio corpo, le proprie origini, le proprie gratificazioni fisiche, la tranquillità riposante della propria casa.

Il marrone è un colore amato dalle persone tenaci, lineari, dotate di una grande forza d’animo, che chiedono e offrono rapporti affettivi affidabili e duraturi.

Il tratto marrone riproduce l’idea della terra, delle radici che garantiscono stabilità e durevolezza, e proprio per questo la sua vibrazione è in sintonia con coloro che cercano riferimenti concreti e si sentono come confortati da questa tonalità quieta e priva di tensioni.”

Tratto dal libro : “LO SCARABOCCHIO. Il tratto d’unione tra noi e il nostro inconscio

di Marisa Paschero

Acquista il Libro con Sconto 15%

Marisa Paschero vive a Torino e si occupa di Grafologia da oltre vent’anni, con particolare interesse per il linguaggio dei simboli.

Tiene corsi, conferenze e seminari di Grafologia tradizionale e Planetaria, utilizzando di preferenza il metodo francese.

Laureata in Lettere, consulente per l’età evolutiva e specializzata in tecnica peritale, ha arricchito il suo percorso attraverso un approfondito lavoro sulle difficoltà scrittorie, sia dei bambini che degli adulti.

Utilizza e trasmette la Grafologia non soltanto come sistema didattico, ma come un vero e proprio strumento di auto-conoscenza profonda, per un reale miglioramento della qualità della vita, nel rispetto di tutte le infinite modalità espressive, nella consapevolezza che non esiste una gestualità grafica uguale ad un’altra, e che questo è il grande fascino che la scrittura esercita su chi la osserva, la studia e la ama.

Per le Edizioni Mediterranee ha pubblicato “GRAFOLOGIA E GRAFOTERAPIA“.
Comprendere e migliorare se stessi attraverso la scrittura” , un libro concepito per condurre il lettore ad una sperimentazione personale, attiva e concreta, dello strumento grafologico.

Per le Edizioni Amrita ha pubblicato “LO SCARABOCCHIO“.
Il tratto d’unione tra noi e il nostro inconscio”, un viaggio nello sconfinato “universo di simboli” di una delle espressioni grafiche più interessanti, libere ed intuitive di noi stessi.

Per Maggiori Info e Contatti:  www.marisapaschero.com    –    infografologia@email.it

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