La runa Ing – L’esperienza, la fede, la gestazione

Estratto dal libro: Il fuoco di Berkana

“Pur essendo una forza attiva, la terra non è demoniaca come sostiene il Cristianesimo, né necessariamente femminile come nella visione New Age.
Ad esempio nell’antico Egitto, Terra, Geb, è maschile.

L’immagine della terra è dura, come sanno non solo coloro che tentano di lavorarla con azioni concrete, come creare delle terraglie, lavorare nelle miniere o nei giardini, ma anche chi cerca di andare in profondità, di gettare le fondamenta del pensiero o di scavare per scoprire delle radici etimologiche.
La terra è uno spiritus rector, un maestro che insegna alla mano e alla mente a non muoversi con troppa velocità, all’occhio a scorgere differenze tangibili, al corpo a stare seduto fermo e pesante, a sondare, misurare e riflettere.”

(James Hillman. Il cammino del “fare anima” e dell’ecologia profonda di Selene Calloni Williams)

Questo pensiero di James Hillman è perfetto per iniziare a raccontare la runa Ing, “la Gestazione”, perché, seppur esistono connaturate al seme tutte le informazioni del suo divenire, è vero anche che la terra farà la differenza.
Se Odal ha indotto la riflessione sulla propria missione, la personale originalità e l’importanza simbolica, mitologica e archetipica delle persone che ci stanno accanto, Ing pone l’attenzione sugli eventi e le situazioni. La cosiddetta personale visione del “mondo”.

Il mio Mondo

Comincia un nuovo viaggio nelle terre dell’impossibile,
si crea una nuova realtà che non ha forma né materia
ed io sono perduta.
Creo nuovi solchi con vecchie lacrime
e mi preparo a dissotterrare vecchie scatole.
Contengono il mondo e una bambola senza gambe,
poesie d’amore e un cuore spezzato.
Cos’ho creato?
Come sono arrivata fin qui?
Approdo al cospetto di Hella e chino il capo.
Non chiedo pietà e non cerco l’assoluzione.
Scopro la schiena e mi preparo alla frusta
mi consegno al dolore della trasformazione.
Creo il mio mondo,
lo distruggo e lo ricostruisco ogni volta che mi manchi.
Sovverto i pensieri e trasformo la realtà.
Giaccio nel buio della gestazione
mentre disegno fasci di luce e frutti dal dolce sapore.

Le esperienze creano i pensieri e l’idea di se stessi o sono i pensieri a creare le esperienze e l’opinione di sé?
Più le esperienze sono state dolorose, più si ha la percezione di essere sfortunati e sbagliati.
Sovvertire tale narrazione, consente di avere una visione diversa della realtà e del mondo.
Come detto all’inizio, il seme può essere il più determinato dei semi, ricco di talenti e potenzialità, ma se la terra in cui si trova è dura e arida, dovrà comunque faticare parecchio per sopravvivere e germogliare.
Se vede questa iniziale difficoltà come una disgrazia e se concentra il pensiero su questo canale, il seme, si sentirà in balia degli eventi senza avere possibilità di riuscita.
Ma se intravede l’opportunità di scoprire le proprie capacità, nell’attuale situazione, avrà maggiore slancio vitale: la terra rimarrà dura e arida, ma lui attiverà i suoi talenti per riuscire nell’impresa di germogliare.
A questo proposito riporto un esempio: nascono due bambini con pari capacità artistiche, con talento musicale e predisposizione a suonare il pianoforte. Uno nasce in una famiglia povera e l’altro in una famiglia ricca.

Il primo bambino, pur scoprendo in tenera età il suo talento, non avrà la possibilità di suonare e non potrà seguire lezioni di musica. Al secondo verrà regalato un pianoforte a tre anni e a sei avrà un bravo insegnante di musica.

Chi dei due coltiverà il suo talento e diventerà un pianista?
Entrambi o nessuno. Non c’è una regola.
Può essere che il bambino povero senta così tanto dentro di lui questa inclinazione da portarlo a concentrare la sua attenzione sullo strumento e sulla possibilità di suonarlo, con un intento fermo e un progetto ben fatto, al punto da creare questo tipo di realtà, anche se gli servirà molto tempo.
Al contrario, il bambino ricco potrebbe essere privato dell’ispirazione da un eccessivo tecnicismo imposto dall’insegnante, potrebbe sentire il peso delle aspettative genitoriali arrivando a concentrare la sua attenzione solo sulle difficoltà portate da tale dote artistica e smettere di suonare.
Questi sono solo esempi utili a spiegare il gioco delle possibilità, e per dimostrare quanto sia inutile il giudizio dato alle situazioni. Favorevole o sfavorevole. Fortunato o sfortunato.
Questo è il segreto che sussurra Ing: scoprire il fine ultimo degli eventi, avere fede nel processo di gestazione e nel “divino” che abita in tali situazioni, instaurare un dialogo con gli Spiriti che dimorano negli avvenimenti e comprenderne il loro scopo… Avere fede nella vita! Uscire dal mondo costruito su obsolete e false credenze, sia auto-imposte che inculcate da qualche ideologia, portare la concentrazione su quello che si vuole realmente ai fini di manifestare consapevolmente il potere creativo.

“Lo strato del mondo di una persona si muove lì dove viene attratto il raggio della sua attenzione.
La realtà stabile viene creata non da sforzi una tantum, ma da abitudini e modi di pensare radicati.”

(Scardinare il sistema tecnogeno di Vadim Zeland)

Ing fa riflettere sull’intenzione e su dove poniamo la nostra attenzione; è il passaggio ad un successivo stadio di sviluppo, la porta che manifesta un altro livello di esistenza. Occorre però centratura, presenza e costanza.
Affinché il feto cresca e si formi l’individuo, la placenta non lo nutre un giorno sì e due no, ma apporta costantemente i nutrienti che servono al suo sviluppo.

Enrica

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Il Fuoco di Berkana

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ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

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