La Runa Ansuz

Estratto dal libro: Il fuoco di Berkana

“La scienza magica, e le rune che ne sono l’espressione tangibile, garantiscono a chi le possieda, e sappia correttamente disporne, il potere su ogni entità del mondo. Esse infatti sono il tramite per cui si entra in contatto con la forza stessa della vita: la loro conquista sarà perciò frutto di un processo di iniziazione nel quale l’essere è sacrificato all’essere.”

(I Miti Nordici di Gianna Chiesa Isnardi)

Nel passato gli individui attraversavano i vari stadi della vita sempre tramite un’iniziazione. Qualsiasi nuovo stato dell’essere veniva benedetto da un rituale che accompagnava la persona oltre la soglia conosciuta. Ai giorni nostri questo non accade più, si ha completamente dimenticato la sacralità dei nuovi inizi e dei riti di passaggio.
Questo apporta una sensazione di solitudine e assenza di una guida, rendendo restio l’individuo ad oltrepassare quell’invisibile linea sottile che lo porta al nuovo.
Le pratiche iniziatiche avevano lo scopo di causare una piccola morte, intesa come morte del vecchio essere, per consentire la nascita di un nuovo corso. Il rinnovo era continuo, ora invece si trascinano gli innumerevoli cadaveri dei vecchi “io”.

Se il serpente, per esempio, che ciclicamente cambia la pelle, si portasse appresso tutte le sue mute non potrebbe sopravvivere, perché ne sarebbe rallentato e non riuscirebbe a cibarsi, inoltre diventerebbe facile preda. Bene, potrebbe essere interessante chiedersi se si trascinano cadaveri e bagagli, dietro di sé, magari utilizzando allo scopo una meditazione.
Con Ansuz si torna a prendere confidenza col vuoto ed è indispensabile fare spazio per non essere trascinati giù dal peso. Lasciare la vecchia pelle sul sentiero, le armi e i bagagli al di là della soglia, è più che mai necessario a questo punto. È un processo infinito di accumulo e rilascio, innumerevoli varchi attendono il viaggio degli amanti che, per ricevere indizi e intuizioni, dovrebbero diventare ossa cave, affinché il vento della conoscenza passi loro attraverso lasciando i suoi doni: le parole.

Ansuz deriva dalla radice indoeuropea ansu con il significato proprio di spirito, essere sovrumano e divino, il Poema runico la definisce «Fontana del verbo», ossia sorgente, origine, luogo da cui scaturisce l’energia creatrice del suono, della parola, della verità, Ansuz è il potere del simbolo, del segno, del presagio.”

– Runemal il grande libro delle rune, di Umberto Carmignani e Giovanna Bellini

Questa runa è abitata dallo Spirito del profeta, del vecchio indovino ai bordi della strada e dal barbuto Odino che compare vestito di stracci col suo grande cappello che gli copre il volto. Entriamo così in confidenza col messaggero che è già presente dentro di noi.
E non è sempre facile perché questo messaggero, a volte, ha sembianze non confacenti ai nostri standard, vi sono innumerevoli fiabe dove il potente mago si manifesta in abiti da mendicante e viene rifiutato dal signorotto che lo scaccia, perciò a causa di questo perde una grande occasione spesso venendo punito con un tremendo incantesimo. Ecco, c’è da stare attenti, il “suggeritore” potrebbe manifestarsi con sembianze bizzarre o tramite persone alle quali di solito non si dà importanza. Il divino messaggero pretende che si lasci ogni struttura della mente per accogliere lo stravagante e l’extra-ordinario, in poche parole occorre rischiare!
È per questo che Ansuz viene a ricordarci che bisogna fare spazio, svuotare la mente, per riuscire a sentire il messaggero. Ritirarsi nella meditazione e lasciare che il vento dell’ispirazione trovi un luogo libero dove soggiornare e comunicare.

Enrica

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Il Fuoco di Berkana

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ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

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