La Cailleach – La Dea dei Desideri

Lasciatemi raccontare la leggenda d’inverno,
proprio adesso che il freddo lentamente ritira il suo mantello di brina e il Sole si alza presto il mattino.
Proprio ora che le leggende sbiadiscono nella memoria, e i racconti sono lasciati a prendere polvere negli scaffali dei nostri ricordi.

Ora è il momento giusto.

Quando Sir Inverno era il più tremendo dei predatori, quando la terra gelata non dava più nutrimento e le scorte di cibo scarseggiavano, c’era bisogno di tenere al caldo la speranza e alimentare l’immaginazione.

Ecco che la Dea dei Desideri compariva nei pensieri di adulti e bambini.

La tempesta si faceva sentire prima di abbattersi sugli alberi del bosco sacro e nella brughiera, facendo cantare le montagne e vibrare il mare, non rimaneva che chiudersi nelle abitazioni e razionare cibo e legna da ardere.

Non rimaneva che ascoltare la vecchia saggia matriarca mentre, ad occhi chiusi e con voce solenne, raccontava l’antica creazione delle montagne e delle isole, grande compito della Dea d’Inverno.
La Grande Strega, la Madre di tutti gli Dèi, la Vecchia Maga, la Velata, la Gigantessa dalla pelle blu, molteplici erano i suoi nomi. Di Lei si sa che col suo maglio ricopriva di ghiaccio la terra per proteggerla e tenerla umida e grassa per il seme che custodiva.

Di Lei si narra che creò isole e montagne facendo cadere rocce dal suo grembiule. Protettrice dei pescatori, dei pastori e guardiana tutrice dei cervi e dei lupi.

Arrivava in sella al Grande Lupo Bianco e, come una madre premurosa, guidava i cacciatori affinché non uccidessero più cervi del necessario, e i pescatori perché non naufragassero nei gorghi.

Chiamata Dea dei Desideri perché, l’intuizione della direzione indicata dal proprio Sé autentico, si cela nella riflessione e nella meditativa attesa.
Le antiche leggende insegnano che nella difficoltà e nella mancanza esiste il sacro.
E il lungo inverno era momento necessario alla progettazione di nuove terre, di nuovi intenti.

Immagina la grande Dea d’Inverno, la Cailleach, che arriva insieme alla bufera accompagnata dai suoi lupi; le serve un desiderio per creare un nuovo paesaggio, una nuova Terra, la tua.

Donale il tuo desiderio, immagina di porgerlo alla Dea con il rispetto e l’ossequio di un tesoro prezioso.
Visualizza mentre lo porta con Sé nel suo grembiule per formare nuove isole, foreste e montagne nella tua Terra Interiore.
Sir Inverno non è ancora finito, la Dea Strega ti attende.

Enrica

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ENRICA ZERBIN, nata e cresciuta tra campagna, fiume e mare, dove ha scoperto la magia dei cicli lunari e appreso l’uso delle erbe medicamentose delle campagne, insieme agli antichi rituali legati alla Dea e agli elementi; eredità delle sue antenate.
Ricercatrice e studiosa di miti e leggende (con particolare interesse per l’antica saggezza nordica), della simbologia di varie culture, degli archetipi, del Sacro Femminile e della Grande Dea fino allo sciamanesimo.
Iniziata alle Rune tramite l’Elemento Acqua; aiuta con questo importante strumento a svolgere un profondo lavoro di lettura dell’ombra e delle memorie nascoste.

Nel dicembre del 2015 esordisce col suo primo romanzo, Tu Mi Hai Salvato La Vita, edito da Cinquemarzo: una storia sull’importanza degli avi e la saggezza degli anziani, dell’amore nato in circostanze impensabili e bizzarre sincronicità.
Nel 2019 esce il suo secondo libro, La Danza Del Seme Selvaggio, rocambolesco viaggio di due donne non più giovanissime che si trovano, loro malgrado, a dover stravolgere la loro vita e a lasciare la famigerata zona comfort.
Un iniziale dramma si trasforma, per Anthea e Miriam, in una straordinaria avventura tra i sentieri alpini, con la sola guida di una mappa disegnata da una misteriosa vecchia guaritrice.

Nelle sue opere al femminile, sottolinea l’importanza del viaggio, che sia mistico o fisico, per superare i limiti imposti da società e credenze sbagliate a cui la donna ha dovuto sottostare per secoli.

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