Il Viaggio della Maddalena – Canti dentro ai canti dentro ai canti
Donna Regina
Corona sul capo
Spina
Tempesta di vento
o tempesta vivente
un’esplosione di foglie
infuocate autunnali in testa
Capelli
non tutti seguono la scia delle stelle
scintille
tu fallo seguile
FULGIDA
che occhi! si vedono le stelle
a ciel sereno
il sole fulgente di notte
fulgida sei tu
sfuggente
come scia di cometa
voli verso i tuoi spazi
siderali
senza meta
Oh, è tutto così
Perfetto, eppure così doloroso.
Stabat mater dolorosa

Cos’è quello strato che ti separa dal mondo
tra il dentro e il fuori
Se non un confine invisibile di pelle?
Che non sai di avere
Se non ti soffia il freddo addosso?
O non ti stringe il destino?
Cade il cielo in pioggia
si trasforma
La chiesa
È schiusa
Siamo stranieri di noi stessi
Ma ci stiamo conoscendo
Mi dai una serie di baci
Ed operi
Un esorcismo
Tu, a me.
Qualcosa esce
Un canto )ancora( acerbo
Un malefizio
l’acqua rossa è sangue
l’unione della terra con l’acqua
l’aria rossa è volo
l’unione del fuoco con l’aria
la terra rossa è argilla
l’unione della terra col sangue
il fuoco rosso è spirito
l’unione del fuoco con il sangue
debolezza delle carni
pervade
e ti senti andare
non stai nella pelle
dentro
pervade
viaggia irrorando
i muscoli
levitano dentro
di te in te
si sollevano
di leggerezza
come zucchero
filato
nuvole che
s’alzano
in volo
tra lo scheletro
e la pelle
in te
e per te
donano
levità
l’ebbrezza
soffice
del volo
corporeo
in te
vuoto
làsciati
molla la presa
interiore
non spingere
non trattenere
lascia il centro
battere
palpitare
Anima radiante
Anima dormiente
Anima dormiente
Anima radiante
come fai a spiegare l’inesprimibile?
come fai a cantare l’inudibile?
come puoi non amare l’ineludibile?
come sei arrivato
a bandire
il miracolo il mistero
della vita
dal tuo sentire?
(amore)
Tu sei l’amore (mio),
che mi circola negli occhi
Ardere
Ardere
Ardere
Bruciare di passione
Fino alle lacrime
Con o senza motivo
ridere
ridere
ridere
a poro pelle
Custode delle acque fresche
cuore
centratura
silenzio
sì
all’anima
E berrò questo calice amaro
perché sia fatta la tua volontà.
i desiderata
ho fatto per andarmene ma non ce l’ho fatta
sono stata riscaraventata dall’essere qua
Mi sospinge delicatamente via
Per ripoetarmi
Riportarmi qua
Dalla fuga
Dall’oblio
Dall’olvido
fulgida assenza presenza
essere in te
essere davvero in te
sii in te
in te e per te
viola
fra le onde
ombreggia
sussurra
Scritto Poetico di Irina Bosco Staiano
contenuto nel libro “Il Viaggio della Maddalena“
©Edizioni Unsolocielo 2020. Tutti i diritti riservati
Ha sempre avvertito, fin da bambina, un forte richiamo provenire dalla dimensione spirituale ed immaginativa che, crescendo, ha trovato la sua naturale via di espressione nella creatività artistica, sentita innanzitutto come una profonda necessità personale ed una un’autentica chiamata dell’anima. Immergendosi nelle profondità del suo mondo interiore è arrivata a “toccare” particolari stati di coscienza dai quali è iniziato a sgorgare un inarrestabile flusso poetico fortemente archetipico, visionario, evocativo e misterico. I suoi scritti alchemici della Nigredo, dell’Albedo e della Rubedo, riportano nell’oggi un processo di esplorazione e guarigione interiore antico e senza tempo.
Irina Bosco Staiano

