Smetto di combattere
Depongo le armi.
Smetto di combattere.
Chi? me stessa. Smetto di cercare di essere diversa da quella che sono. Smetto di remarmi contro. Dichiaro la fine della guerra che combatto da sempre contro me stessa e contro l’universo tutto.
Non cerco più di farmi stare dentro a questa bottiglia affusolata che si chiama “come dovrei essere per”. Come dovrei essere per piacerti, perché tu mi ami, per avere successo, per essere… felice. O per come avrei dovuto essere per far felice…i miei genitori, o chi altri.
Da oggi qua, ora, in questo momento smetto, mi ritiro dalla lotta estenuante. Sono esausta. Ho sprecato infinite energie a cercare di seguire quello che credevo avrei dovuto fare ed essere, secondo le aspettative degli altri o di “quell’altra” che abita dentro di me, e che mi condanna, ogni volta,secondo criteri di giusto o sbagliato che mi tengono in apnea, e in ansia da prestazione, costante, come se fossi sempre sotto esame. Quell’altra me che non è mai contenta, che non mi dà mai tregua, che non mi lascia riposare, sempre critica, pronta a cogliere quel particolare che non andava, che avrei potuto tenere in considerazione, che non ho calcolato.
Lei che mi mette fretta, che inasprisce e giudica. Che mi fa vivere sulla corda. Che tira il freno a mano ogni volta che ho un successo, che tiro il fiato, che lascio andare il controllo.
Dovrei leggere di più, sapere di più, fare di più, darmi più da fare, spingere, costringere, sagomare, strizzare, dire diverso…respirare diverso. Oggi non ho fatto abbastanza, oggi avrei dovuto fare o dire quella cosa così e non come ho fatto. Domani devo…
Quella che sono oggi è quella che sono, in me c’è un universo di emozioni, di talenti, di saperi, di conoscenze, di esperienze, di sogni. E basta tutto questo. E’ abbondanza di me.
Respiro a pieni polmoni, uno di quei respiri profondi che riempiono di ossigeno ogni cellula di me e mi rilassano muscoli ed ossa. Lascio andare la guerra, le battaglie, soprattutto la rabbia e la frustrazione per tutto quello che non so fare, non riesco a fare, non riesco ad essere. Smetto di farmi la guerra. Smetto di stringere i denti la notte per tutta quella rabbia che ingoio di giorno.
Lascio andare.
Tutto lo sforzo. Tutta la fatica sterile.
Lascio andare la rabbia perché le cose non vanno come vorrei. Lascio andare quelle frasi terribili che mi stanno vampirizzando dentro e che mi prosciugano l’anima.
Se facessi di più, forse se mi impegnassi di più, forse se chiedessi diversamente, forse se… l’universo mi ascolterebbe, arriverebbe quell’amore che desidero, quel lavoro che non trovo, quel sogno si realizzerebbe, quel giusto riconoscimento…finalmente. Dovrei sentire, dovrei pensare, dovrei fare, dovrei essere. Dovrei farmi andare bene le urla, gli aggiustamenti forzosi, i si che vorrebbero essere no, la testa china, gli occhi tristi, i beata lei che può, le notti insonni a spremere il cervello e il cuore, il tacere perché non si deve o perché intanto chi mi capirebbe, il come farò se…e tutto il resto.
Basta.
Sto in quello che c’è e accade. Cambio regno, cambio terra, mi sposto. Abbandono questo mondo fatto di dovrei, di performance, di sforzi ad essere e ad apparire. Rilasso le spalle, sciolgo le mascelle contratte, ascolto il mio respiro, smetto di contrarre il ventre, ammorbidisco le gambe, sento i miei piedi che poggiano sulla terra.
Emigro nella terra di me stessa, dove sono connessa con le mie radici, con i miei semi e i miei talenti, le mie stagioni, le mie onde. Nella mia terra faccio quello che posso in connessione autentica con quella che sono, seguo i miei ritmi, non mi accanisco contro di me, sbaglio. Mi rialzo, e ricomincio, se corrisponde alle profondità di me, altrimenti lascio andare: qualcun altro raccoglierà, se vorrà. Nella terra che mi appartiene e che parla di me ci sono risate sceme, sogni impossibili per i più, stranezze, silenzi, colori forti, tinte vivaci, passioni grandi, scelte differenti, i miei ritmi, i miei tempi, le mie possibilità reali.
Qui, l’altra me se ne è andata, perché ha compreso che non ha nulla da fare. Ha perso. Sono più forte io di lei e soprattutto più vera e più autentica. L’altra era il mio alibi per non vivere, lei prosciugatrice di energia, lei alleata della non vita. Questa è la mia terra, chi ha il permesso di entrare e soggiornare conosce le regole: niente devo o dovrei, nessun non si può. Solo la piena responsabilità di fronte a me stessa, ai miei valori e possibilità. Soprattutto nessuna guerra. Neanche piccole battaglie. Nella terra dove sono andata ad abitare c’è solo pace, risate, rispetto. È fatta di me, dei miei sogni e dei miei slanci del cuore, della mia tristezza, della mia paura, delle mie ombre, anche dei sentimenti non belli, dei miei segreti, delle mie passioni, della mia profonda umanità. E’ mia, sono io. E ora che ho deposto le armi, regnano la pace e l’abbondanza.
Che colori ha la tua terra?
Anche tu sei pronta a deporre le armi?
Roberta
- 2-3 marzo 2019: Risveglia la Donna Selvaggia che sei – Le Sette Soglie
- 8 marzo 2019: Che donna Sei?
Scopri il mio libro: “Potente come un Canto”
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©Edizioni Unsolocielo – Naturagiusta 2018. Tutti i diritti riservati
Sono un coach. Un wild coach della ribellione. Perché wild? Selvaggio nel senso più autentico: antico, naturale, istintuale e vero, non condizionato. In armonia con la propria verità, la propria anima. Manifestare la propria energia, in continua trasformazione. Wild per me è fare anima, fare vita. Aiuto le persone a ribellarsi. Non nel senso di andare per forza contro corrente, da outsider a tutti i costi, ma di essere pienamente se stessi, spogliandosi da costrizioni, etichette, preconcetti, maschere, ruoli stretti, copioni, idee di giusto o sbagliato. Ribellarsi quindi a tutto quello che impedisce il bellissimo percorso di trasformazione che è vivere. Facilito il cambiamento, senza giudizio. Aiuto a stare bene nella propria vita. Io ci sono, con i miei strumenti e la mia natura, un passo indietro al mio cliente, al confine. Sono felice quando riesco ad aiutare una persona ad esserci e se sono stata una parte del suo cammino di consapevolezza e di trasformazione, se ho contribuito nella comprensione degli snodi importanti, o nel superare un abbandono, elaborare la fine di una storia d’amore, lasciar andare un copione da vittima o da perdente. Sono felice se insieme abbiamo contribuito a creare un nuovo ordine di amore, che so che si espanderà nel mondo e oltre, con nuove energie e vibrazioni. Al momento ho creato il percorso online “Risveglia la Donna Selvaggia che sei – le Sette Soglie”. Tengo gruppi di coaching su diversi temi del femminile e del maschile, sulla donna selvaggia e il potere personale. Ovviamente incontri individuali, possibili in studio per chi vive a Genova, oppure via skype, telefono, email. Disponibile a portare in giro per l’Italia i miei seminari. Pagina facebook : Roberta Bailo wildcoach
Roberta Bailo
Aiuto le persone a scoprire le loro energie nascoste, e a liberarle, talenti che non pensavano di avere, superare difficoltà e disagi, ricominciare, rinforzare. Aiuto a stare bene nella propria vita.

