Big magic…

Mi piace iniziare il nuovo anno con leggerezza… e consigliando un libro sulla creatività.

Il libro è di qualche anno fa (2015), di un’autrice, Elisabeth Gilbert, divenuta famosa nel mondo per il best seller “Mangia, prega, ama” ( divenuto anche un film con Julia Roberts…).

Il libro che consiglio tuttavia è uno successivo, Big magic, una carrellata di riflessioni e di consigli anche pratici di una donna che ha fatto della creatività la dominante della sua vita, un testo ispirazionale per chi vuole scrivere, o comunque manifestare la sua vena artistica.

La psicologia ci fornisce diverse caratteristiche della creatività, come la capacità di configurare in modo diverso degli elementi, o la capacità di effettuare dei collegamenti significativi tra elementi tra loro lontani, e così via…

Ma essa ha un senso più magico e impercettibile. Essa coinvolge nella sua totalità: nel momento creativo agiamo con tutto di noi, noi funzionanti al completo, con il nostro cervello che lavora, l’idea che arriva a popolare la mente,  il nostro corpo che percepisce e si muove, una mano che da fredda all’improvviso diventa calda, un piede che smette di formicolare, oppure il respiro che da affannoso si fa calmo e regolare, o viceversa, il sorriso che compare lentamente sulle nostre labbra, le gambe che iniziano a ballare, i nostri sentimenti che palpitano, le nostre emozioni che pullulano, la pancia che rimescola, i nostri desideri che fluttuano felici.

Il momento creativo non si può descrivere, esso è e basta, è movimento, è energia vitale che si genera e si nutre di se stessa. In quel momento tu esisti, ci sei, nel momento puro e non ti importa nulla del resto del mondo. Solo tu e il momento creativo in te. E intorno nulla. Il tempo fermo. Solo l’istante.

Creare fa sentire eterni.

E può bastare poco per rendere le giornate creative per noi, secondo il nostro criterio, personale e intimo, di creatività. Può essere per noi sufficiente aver cambiato strada per andare al lavoro, o aver scritto un articolo, o aver ballato la nostra canzone preferita, o ancora aver dipinto sul muro, o ancora o ancora e ancora…

Credo fortemente nel potere di liberazione della creatività. L’esperienza mi dice quanto possa aiutare disegnare l’immagine di una paura, o danzare una passione, suonare uno strumento, cucinare un piatto.

Penso ai colori, alle azioni diverse da quelle che facciamo di solito, al cambiare punto di vista nell’affrontare un problema o il rapporto con una persona…

In fondo, essere creativi significa mettere se stessi in quello che facciamo, è dare quel colore unico che noi siamo, è infondere la magia della creatività nelle cose semplici, per realizzare il proprio potenziale che aspetta solo di essere svelato. Creare è osare esistere.

E chi non ha mai sentito un desiderio artistico? Chi non ama dipingere, scrivere, danzare, lavorare a maglia o che altro? Sì perché tutto può essere espressione comunque di quello che muove dentro e diventare forma. Espressione di sé.

“Creare” etimologicamente può ricondursi alla radice sanscrita kar- = fare, infatti, sempre in sanscrito, kar-tr  è  il creatore cioè “colui che fa dal nulla”.

Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa.

Ed è il piacere di fare quello che facciamo…sì perché creare è bello, è passare dal dentro al fuori e creare bellezza, creare qualcosa che prima non c’era e ora c’è. ….dare vita.

La Gilbert nel testo incoraggia chi vuole tentare, o è affascinato o è mosso dal desiderio di vivere una vita creativa. Non è facile, ma non mollare mai…cogliere l’idea appena arriva, altrimenti questa passerà via…

La partenza è uguale per tutti, la domanda è uguale per tutti: “avete il coraggio di portare alla luce i tesori nascosti dentro di voi?“.

Ecco, si parte proprio da lì, dalla caccia ai tesori nascosti che non aspettano altro che di essere dissotterrati. E la Grande Magia prende vita: “certe volte capita – un momento raro e magnifico – che voi siate aperti e rilassati quanto basta da lasciare un varco incustodito. Le vostre difese si abbassano, le ansie si placano ed ecco che la magia si intrufola. L’idea, percepita la vostra apertura, inizia a farsi strada e vi invierà i segnali fisici ed emozionali universalmente riconoscibili dell’ispirazione. ”

Ma non facciamoci troppe illusioni, prosegue l’autrice. E soprattutto non molliamo mai. Non lasciamoci vincere dalla paura, dall’ansia di riconoscimenti, e ricordiamo che non ci serve il permesso di nessuno per vivere una vita creativa, proprio perché è il piacere di fare quello che facciamo che deve guidarci. Non lagniamoci se non otteniamo il successo che speravamo o che pensiamo di meritare, perché spaventiamo l’ispirazione.

E’ un atto di amore reciproco tra noi e il nostro creato. E’ meraviglia, è anima. E’ scintilla divina.

( Come non citare a questo punto quel “fiume che scorre sotto il fiume” della Donna Selvaggia…).

Diamoci quindi il permesso di essere qui, di dire la nostra nel modo che vogliamo e che maggiormente ci appartiene, secondo la nostra voce e la nostra visione di noi e del mondo. La creatività, allora, come nostra voce e nostro colore, nostro essere nel mondo. Rispondiamo con energia e determinazione alle nostre voci critiche e che ci sabotano, che ci mettono in dubbio. Forse è già stato fatto tutto da tutti, ma non da noi, non da voi.

Il consiglio dell’autrice? non inseguiamo l’originalità ad ogni costo, ma cerchiamo il più possibile l’autenticità e ciò che ci fa sentire vivi. Offriamo noi stessi al mondo.

Facciamo ciò che amiamo, prima di tutto per noi stesse.

Siate pure chi volete essere. Fate quello che volete. Inseguite quello che vi affascina e vi fa sentire vivi. Create quello che volete – e lasciate che sia meravigliosamente imperfetto, perché è più probabile che nessuno se ne accorgerà. E questo è grandioso. ”

E quindi… creiamo dal nulla opere nuove in questo nuovo anno.

Perché il mondo le attende e esse, le opere, stanno aspettando che noi diamo loro il nostro soffio vitale.

Roberta

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©Edizioni Unsolocielo – Naturagiusta 2018. Tutti i diritti riservati

Roberta Bailo
Sono un coach. Un wild coach della ribellione.
Aiuto le persone a scoprire le loro energie nascoste.
Per me essere wild significa scoprire e riscoprire la propria vera essenza e portarla nel mondo.

Wild è ritornare ai propri cicli naturali in armonia con la natura e le sue forze potenti. Wild è riscoprire la propria energia, il proprio potere e portarlo nel mondo. Wild è accedere alla propria saggezza ancestrale. Wild è anima.

Ribellione è diventato il mio mantra, ma non nel senso di andare per forza contro corrente, da outsider, ma nel senso più profondo di essere pienamente se stessi.
Ribellarsi quindi a tutto quello che impedisce il bellissimo percorso di trasformazione che è vivere.

A volte ribellarsi persino a se stessi, se questo non porta ad un di più di sé. Tradire a volte, se necessario, tradire anche idee su di noi. Stare nelle contraddizioni.
Da sempre in cammino di ricerca, ho trovato in questo mio modo di fare coaching il contributo che posso essere per il mondo, che corrisponde alla mia energia e al mio potere.

Sono felice quando, nell’incontro con un’altra persona, riesco ad aiutarla ad esserci in pienezza nella sua vita, anche se per poco e anche se solo per un aspetto.
Felice di essere stata una parte del suo cammino di consapevolezza e di liberazione da etichette, da stereotipi, da insoddisfazioni, da catene e zavorre.
Felice se l’ho aiutata a comprendere gli snodi importanti della sua vita, a superare un abbandono, ad elaborare la fine di una storia d’amore, a lasciar andare un copione da vittima o da perdente.
Aiutata senza invadere il suo campo, ma un passo indietro, nel profondo rispetto e ascolto dei suoi tempi e della sua sacralità.

Sono felice quando insieme abbiamo contribuito a creare un nuovo ordine, di amore, che so che si espanderà nel mondo e oltre, con nuove energie e vibrazioni.

Per questo ho creato dei percorsi sulla Donna Selvaggia e sui copioni di vita che ci incatenano “Tre settimane e mezzo di ribellione”.

Tengo gruppi di coaching a tema: che donna sei, i vampiri energetici, la donna selvaggia, amori finiti come uscirne, desidera, io sono, e altri in divenire. E ovviamente incontri individuali.

Pagina facebook : Roberta Bailo wildcoach 

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