Adesso mi riposo un po’…
Quanto ho corso!
Anni senza fiato, senza tregua, senza fine.
C’era sempre qualcosa da imparare, da capire e poi da sperimentare.Anni di nozioni e anni di prove, anni di cadute e poi di risalite.
Anni di fuoco in cui bruciare e di acqua in cui annegare.
Anni forti, anni importanti.
Anni di crescita quando tutti intorno a me credevano di sapere già tutto, e volevano convincermi che la vita era come era, e come tale andava vissuta.
Anni di domande su com’era veramente questa vita, anni passati alla ricerca del libretto delle istruzioni che alla mia nascita era andato smarrito.
Anni volati via come secondi… Anni a riscrivere ogni cosa in maniera nuova, anni passati a tagliarmi a pezzettini per metterli sotto il miscroscopio..anni passati a sperimentare e a sperimentarmi.
E poi i salti in avanti e subito dopo un po’ di vuoto in cui ritrovarmi.
Anni per togliere i vecchi occhi e metterne di nuovi, anni di bruciature ed escoriazioni sul viso e sulle mani.Anni per imparare a volare, per superare il timore del vuoto, per imparare a gestire le correnti, i vortici di aria, anni per trovare un nuovo equilibrio.
Anni per tirare fuori i miei artigli, anni per far crescere le mie piume, anni per aspettare che il mio rostro frantumato crescesse di nuovo.
Anni passati in un tempo senza tempo, in un cerchio perenne, dentro un film che puntuale tornava a riproporre le stesse immagini ma ogni volta un po’ modificate, colori sempre più brillanti, luce sempre più accesa, più intensa, più vivificante.
Anni per rinascere, per trasmutare, per perdonare, per lasciare andare… Poi ci sono gli anni che verranno: quelli per costruire, per edificare.
Anni magici, anni intensi.
Anni tutti da vivere: per scrivere, per parlare, per gioire, per viaggiare, per continuare a scoprire altre meraviglie.
Ma ora mi riposo un pò, proseguo senza più il bisogno disperato di correre, senza più il fiato corto, senza affanno.
Adesso mi godo il mio tempo, quello che aspettavo da tanto…
Sabrina
Foto di Alfredo Cristallini
Non è che decisi io, è stata Lei, la Vita, a prendermi per mano e condurmi nell’unico posto dove avrei potuto trovare risposte alle mie mille domande, dentro di me. È stata la Vita che mi ha riempita di voglia di capire e di conoscere, entrambe figlie della sensazione che l’essere umano fosse più grande e più potente di quanto si mormorasse in giro. Fu per questo che iniziai a cercare ovunque, a leggere, a studiare, a fare domande e ad afferrare le risposte che di volta in volta arrivavano. Mai avrei potuto immaginare le meraviglie che avrei scoperto. Neanche nelle mie più fervide fantasie avevo mai visto tanti tesori tutti insieme che avevano solo bisogno di qualche lavoretto per venire alla luce. Avevo dalla mia tanti aiutanti: la mia testardaggine, il mio essere sempre stata una voce fuori dal coro, una pecora nera, un’incontentabile, un’insolente e una faccia tosta con una voglia di vivere che non sapevo neanche io da dove ogni volta saltasse fuori… e poi c’era lui, il coraggio, l’unico che non mi ha mai abbandonata. È un cammino che non ha un inizio netto così come non avrà mai una fine; si cammina per il piacere immenso che ne deriva e se strada facendo capita di dare una mano a chi è in cammino come noi, ne sarà valsa due volte la pena. “C’è un dono che non ha eguali nell’Universo, è il dono della Vita. C’è un solo scopo nella vita ed è la ricerca della Via per giungere alla Verità” cit. mia

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