Lettera d’amore…

S’impossessano dei miei occhi ed è questo sentimento che delimita il confine di letture che filtrano dalla tua pelle.

Respiro l’eros che proietta l’ombra nel silenzio tumultuoso ed impalpabile di queste note che avvolgono la notte, tutto scivola lento tra le gambe come burro, ritmi di parole sussurrate.

Sei l’amore ed il vento, il limite del confine che separa la rete a un abbraccio di farfalla.

Fiori di nuvole in un passo a due nell’eterno, nel centro del destino,  uragani al riparo dalla tempesta nera.

Respirami nel transito armonico del sentiero dei sensi, sensuale follia di goccia d’amante dove come un vaso di miele, goccia a goccia accolgo i canti, perché di te vorrei vestirmi.

Mi vedi sono qui, sono il racconto nascosto della tua vita, un pensiero costante ed incomprensibile, un’anima rivestita di carne, un mistero a cui non sai dare ancora un nome, ma son pur sempre la tua rinascita, qualcosa di diverso: tra desiderio e infinito, un ritmo incalzante e nascente.

Forse è amore  dentro te e tu non ancora non lo sai.

Siamo in un’altra vita, in questa vita e siamo pur sempre insieme, e mentre tu cerci te stesso io scrivo.

Sono gli anni che non ti aspetti, sono gli anni delle pagine bianche dove  il sole disegna strade da percorrere in discesa, uno sfumare e delicato di noi.

Quanto coraggio ci vuole nell’amare, te lo sai mai chiesto?

Eppur quelli sono occhi d’amore, cosi intimi di un desidero d’insieme di emozioni che ti attraversano l’anima.

Ma poi, perché io dovrei amarti?

Perché sei il mio tempo, perché sei il mio oggi nel camminare, perché attraverso te ho ritrovato me stessa, perché sei il susseguirsi dei miei segreti svelati il passaggio nel mio sogno, perché sei le mie parole che come edera crescono aggrappate al mio amore antico e mi perdonerai se ti ho lasciato capire quanto t’amo, ma si può bruciare senza saperlo.

Sta fluttuando nella stanza il pensiero, sospeso in due mondi dove desidera lo spazio, siamo frammenti in viaggio e mentre lascio le mie valigie piene di domande, li incontro te.

Non permettere al  controllo di continuare a bisbigliare, l’ora dell’inattesa è arrivata; sfratta i legami e volami dentro, perché l’amore è una straordinaria presenza, perfetta in se stessa e talmente intensa, che mentre la sogni, ti sveglia…

 

Carla Babudri a Daimon Ispiratore

Storia di una poesia

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