L’Arte di Lasciarsi Andare

«Viviamo in un mondo oggettivamente pesante, per ciò che ci accade direttamente, per la pressione a cui siamo sottoposti, per ciò che vediamo accadere fisicamente e virtualmente intorno a noi.
Spesso abbiamo l’impressione di essere impotenti: non è così. rimanendo centrati, aperti e consapevoli possiamo fare molto, e questo libro è un piccolo passo per ritornare nella vibrazione della leggerezza, per rendere più bella la nostra esistenza, mostrando agli altri come fare altrettanto.
Saremo responsabili della nostra vita e contribuiremo a quella del pianeta. ma prima dobbiamo liberarci di alcune zavorre… »

Rossella Panigatti

Cara Amica/o questa volta vi presentiamo il nuovo libro di Rossella Panigatti che ci parla di cosa succede ogni volta che interrompiamo la comunicazione con il nostro centro.
L’autrice ci offre tanti insight e gli strumenti migliori per fronteggiare con “seria leggerezza” le svolte della vita e per liberarci da tutto ciò che ci trattiene da una piena realizzazione di noi stessi.

Dal souvenir senza valore di un viaggio che non abbiamo mai dimenticato, alle fotografie del nostro primo amore; da una casa che ormai ci va troppo stretta, a un lavoro in cui non ci riconosciamo più; da un rapporto che si è usurato, fino a una persona cara che ci ha lasciati…

Infatti lo spettro delle «cose» che nel corso della vita dobbiamo lasciare andare è amplissimo.
Si può trattare di situazioni tra loro molto diverse, il cui valore non è  sicuramente sempre lo stesso, ma, tuttavia, l’esperienza del “lasciare andare” risulta avere sempre dei punti in comune.
Il libro ci aiuta a mettere a fuoco questi punti nodali, in modo da poter più facilmente “lasciare andare”, sia a livello mentale che anche a quello fisico.

Una separazione, un lutto, o momenti stressanti come un trasferimento od un trasloco, possono creare dei profondi blocchi energetici in grado di avvelenarci la vita, talvolta persino per sempre, e di farci perdere in particolare la connessione con il nostro centro.

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Leggi un estratto del libro:

Il sesso e l’amore
Attenzione, dunque, perché in questa situazione è facile confondere due forze primarie e potenti, il sesso e l’amore. Usare la sessualità come forma di rappresaglia contro chi ci ha ferito, e fare sesso con qualcun altro senza averne veramente voglia, solo per colpire – almeno nella nostra intenzione – chi ci ha fatto del male, è una pratica molto comune che può dare un senso di effimera potenza. Con questo comportamento, però, oltre a immiserire l’energia creatrice del Secondo Chakra, ci costringiamo a ignorare la nostra comunicazione interna, controllando per tacitare il nostro corpo e indurlo a fare cose non desiderate. Se ci abbandoniamo a questo schema, ci ritroveremo a non vivere il presente, coltivando invece un passato arrugginito. Il rischio è grosso perché, nel qui e ora, diventeremo persone anaffettive o ipercontrollate, dal momento che tale modo di essere è l’unico che ci permette di giocare al meglio la partita della tentazione e della rappresaglia.

Useremo la seduzione come un’arma e per dimostrare il nostro potere. Peccato che, quando ci troveremo in un letto con un partner che per noi non ha alcun valore, con l’unico scopo di mettere l’ennesima medaglia sul tabellone dell’« io vinco – tu perdi », non ci renderemo conto che i perdenti siamo noi.

Quando ci sveglieremo da questo incubo, cosa che prima o poi accade, ci troveremo ancora più frustrati, feriti e malconci di quando abbiamo iniziato la nostra sedicente vendetta, come nella storia di Anna.

La storia di Anna
La gente si muoveva intorno a me, nel giardino attorno alla piscina illuminato ad arte, bambolotti perfetti in una parodia di perbenismo. Avevo voglia di gridare. La prospettiva surreale del mio sentire, il pulsare di vita e di rancore, era sempre più difficile da controllare.

Anche lui era falso, ingessato nel suo vestito firmato. Solo i suoi occhi erano vivi e dolorosi quando incontravano i miei. Provavo un sentimento corrosivo, la voglia di graffiarlo dentro, di lacerarlo fino all’osso, perché gridasse e soffrisse ma, almeno, per una volta fosse vivo.

Mai un gesto di vero desiderio, mai che sentissi il suo corpo tendersi verso il mio senza un calcolo, mai che la mia mente potesse ubriacarsi della sua voglia. E sempre il silenzio tra noi, mai che si parlasse di noi.

Odio gli uomini che non fanno nulla, che tacciono mentre fanno all’amore. Odiavo lui perché non mi guardava mai come se mi spogliasse, dei vestiti e delle sovrastrutture, per cercare la mia verità profonda. Odiavo il suo non saper ridere con me della gente chiusa e gretta che ci circondava, per metterci fuori da quella cancrena di forma.

Così, seduta in braccio al suo migliore amico, ho recitato il dramma del mio rancore, la beffa e l’insulto. Davanti a lui, nella luce incerta di lampade di carta, ho lasciato che mani di un altro mi frugassero, che il mio corpo accendesse il corpo di un altro, che la mia bocca cercasse il tenero palpito della tempia di un altro.

Sentivo in me il paradosso, come lo scandalo e la ribellione. Lo punivo con la forza della mia infelicità, lo infangavo per la sua mancanza di coraggio. Non era solo la mia rivalsa di femmina che voleva dimostrare a se stessa di essere desiderata e desiderabile, era molto di più. Era la voglia di ferire a fondo: lo stavo facendo con il suo miglior amico.

Anna era infelice ma, invece di avere la forza di riconoscere di essersi attirata un partner sbagliato e finire la storia o, meglio ancora, invece di domandarsi quale decisione le aveva fruttato quella relazione così lontana dai suoi bisogni, aveva ceduto alla lusinga della vendetta.

La mattina dopo, per un attimo, le sue spalle gracili e il suo dormire in posizione fetale avevano sciolto il mio rancore: sembrava così indifeso. L’ho abbracciato da dietro, ero quasi serena. Lui ha continuato a tenere gli occhi chiusi, non ha fatto nulla per sottrarsi al mio abbraccio; non ha fatto nulla di nulla.

Per un po’ l’averlo così, contro di me, e il sentire il suo respiro mi ha pacificato. Sono rimasta a lungo abbracciata alla sua immobilità, poi il muro delle sue spalle ha cominciato a pesarmi e una vecchia solitudine ha cantato la nenia che conosco bene.

E mentre l’assenza di comunicazione si faceva sempre più pesante, il rancore ha srotolato piano le sue spire, iniziando a sibilare la sua canzone. Le mie mani si sono mosse con intenzione, con la lentezza esasperante di chi sa come rendere schiavo.

Non l’ho mai guardato in faccia, non l’ho mai baciato. I gesti, che avrebbero dovuto essere d’amore, recitavano la fine. Ero fredda e presente e, mentre il suo piacere rompeva gli argini e dilagava, nella mia testa aveva il suono potente di un tamburo, il tamburo della mia vendetta. E mentre si contorceva – come può essere grottesco un uomo quando gode – mi sono alzata: la puttana aveva terminato.

Sono uscita in giardino per assaporare la mia vittoria. Ma il cane della solitudine era più rabbioso che mai e, nell’aria profumata del mattino, le campane pareva suonassero a morto: mi sono accoccolata tra i gerani e ho pianto.

Anche in questo caso, chi è la vittima?”

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Rossella Panigatti è nata a Milano, dove si è laureata in Scienze Politiche.
Si è occupata di marketing e comunicazione, fino ad arrivare alla dirigenza e poi all’imprenditoria.
Un’ernia al disco e una forte depressione l’hanno costretta a fermarsi. Ha conosciuto Martin Brofman e per prima ha insegnato il suo metodo in Italia. Successivamente ha creato la «Comunicazione Energetica Integrata», un approccio sistematico per sciogliere e trasformare i disagi che ci impediscono di vivere pienamente la nostra vita e le nostre relazioni, prima che si trasformino in sintomi.

Perché… prevenire è meglio che guarire!

Alessandro Castiglione il fondatore di naturagiusta insieme all’amico Menaka, da sempre interessato a tutte le culture filosofico-spirituali del mondo, ispirato in particolare dall’incontro con  Padre Anthony Elenjimittam ed il suo “eucumenismo cosmico”.

Ha gestito per anni nel centro di Genova, il negozio di arredamento etnico orientale, con libreria specializzata in tematiche spirituali, Unsolocielo. Nello stesso periodo, dall’esperienza del negozio è nata l’associazione culturale ononima, che si occupava di promuovere e gestire attività olistiche a 360° sempre nel cuore di Genova.

In particolare ha approfondito lo studio e la pratica dello sciamanesimo tolteco tramandato da Carlos Castaneda, varie tradizioni gnostiche, il mondo orientale: yoga, taoismo, buddismo zen ed anche molti maestri moderni, come Rudolf Steiner ed Osho. 

Oltre a gestire naturagiusta, con cui vuole promuovere contenuti e prodotti positivi ed evolutivi, dopo un periodo trascorso nell’ecovillaggio di Findhorn nella primavera del 2011, si è appassionato al mondo delle energie rinnovabili e pulite, di cui si occupa direttamente in Liguria come consulente di risparmio energetico. Ama vivere e lavorare nella Natura.

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