La Vita-Dio non esclude niente…perché tu si?

Alzandosi in cielo e guardando le cose dall’altro, il nostro agitarsi quotidiano risulta a volte decisamente buffo, quasi sempre paradossale…

Siamo un paradosso vivente ed è forse proprio questo il bello delle nostre vite…

Certo siamo incarnati in una ego-personalità ben definita, legata allo spazio ed al tempo, in altre parole all’ambiente in cui si viene al mondo…in tal senso abbiamo la percezione di vivere divisi da tutto il resto, con cui ci relazioniamo  in modo più o meno amichevole.

Però, allo stesso tempo, la parte più profonda della nostra natura (Spirito), quella al di fuori di questi confini così vincolanti, non è affatto divisa da un bel niente, è sostanzialmente in tutto, indivisa.

La parte di noi che percepisce la divisione tende inevitabilmente a proteggersi, poverina sotto sotto, anche se tende a non volerlo vedere, conosce benissimo che ha un “nemico” imbattibile a cui prima o poi dovrà soccombere: il Tempo.

Questa viscerale paura dell’ego, se non elaborata e bilanciata dal “sentire eterno” che vive dentro ognuno di noi, porta il genere umano ad un certa dose di pura follia .

I secoli di storia insegnano, come del resto l’attualità dei nostri giorni, che questo sentirsi divisi crea sempre conflitti, più o meno violenti, tra diversi gruppi….(appartenere ad un gruppo aiuta a sopportare meglio la paura, no?)…

In realtà, dietro molte di queste opposizioni sembra esserci sempre una regia occulta, in cui le divisioni pur partendo da concetti demenziali acquisiscono irrazionalmente forza, fino a sfociare in veri e propri conflitti dove a farne le spese è sempre la “gente normale”, la povera gente“.


Ad esempio, tutte le religioni, per mezzo dei suoi incaricati, (uomini come tutti gli altri)  quando si arrogano la superbia di affermare di contenere la più alta ed unica verità su Dio ed il Mondo, “viste dall’alto”, sono davvero ridicole, e quando tali asserzioni vengono strumentalizzate per fare le solite guerre “materiali”, purtroppo risultano amaramente tragiche.

La comprensione della “Vita-Dio” da parte della nostra società, ne deve percorrere ancora di strada….
invece di affermare con ferocia dogmi inflessibili, forse sarebbe meglio tenere le nostre menti sempre aperte alle fondamentali domande sull’ “Esistere”, partendo magari da quelli stessi postulati di “tradizione” ma non fermandosi assolutamente lì,

la Vita è un fiume che scorre, meglio seguirne la corrente…

se si pensa di costruire un castello fortificato in mezzo al fiume pensando di sfuggire alla forza della corrente-tempo prima o poi ci si troverà delusi e distrutti.

Preferisco abbassare il capo alla constatazione della realtà, come uomini egoici (divisi):

  1. non siamo ancora in grado di comprendere gran parte della realtà di cui siamo figli: la Natura
  2. la conoscenza sembra continuare ad aumentare e quindi quello che crediamo oggi risulterà, probabilmente quasi ridicolo agli occhi delle generazioni future;
  3. tutte le forme di spiritualità che tendono a fissare dei concetti solo con la forza della violenza e della tradizione nascono dalla paura che ha l’Uomo del Tempo: la Morte
  4. i giudizi che diamo a persone, cose, situazioni sono inficiati dalla nostra percezione di divisione e quasi sempre dalla paura di cui sopra.

In questi veloci punti possiamo iniziare a trovare una parte delle risposte alla domanda del titolo:
la Vita-Dio non esclude niente…perché tu si?
ma manca ancora un pezzo…

Infatti, non voglio in alcun modo sottolineare che la “percezione divisa” sia qualcosa di negativo, anzi!
Questa percezione ha un valore sostanziale e fondamentale per le dinamiche universali, in estrema sintesi diciamo che tale configurazione costituisce proprio il “Movimento dell’Esistere“, in altre parole, il cerchio si chiude: il Tempo e la conseguente percezione egoica che divide e separa, servono alla “Vita-Dio per muoversi”,per ampliarsi ed esprimersi.

Come in un viaggio da A a B, la vita dell’ego ha un inizio ed una fine ben precise.

Ma quando si arriva al traguardo, tutto finisce? Direi proprio di no!
Quello che finisce per noi è solo la percezione della realtà limitata dall’ego.

Senza aspettare di arrivare a detto traguardo, pur vivendo l’esperienza dell’ego, attraverso esercizi di meditazione od in modo del tutto spontaneo e naturale, si aprono a volte delle “finestre” sul nostro “Essere Eterno” (appunto: senza tempo) non condizionato da questi limiti.


L’esperienza difficilmente traducibile in parole, ci ricorda, forse per bilanciare un poco l’ottusità del vivere ordinario, di come in realtà, questa vita non sia altro che uno splendido e meraviglioso gioco evolutivo e creativo di qualcosa di decisamente più grande e vero.

Questo “Essere Reale” o il “Divino” o, come nel titolo “Vita-Dio“, a cui apparteniamo ancor di più che a questo mondo, è totalmente fuori dai limiti del Tempo e quindi dalla percezione della Divisione.

Quando si apre una piccola finestra nella nostra coscienza su questa parte di noi Divina, è immediato constatare  come appunto il Divino permei Tutto.
Proprio Tutto, anche le cose, persone e situazioni più detestabili.

Seduti sulla riva del fiume è possibile vedere tutto il mondo fenomenico scorrere e comprendere il profondo perché di tutte le cose che succedono, il profondo perché sotteso all’esistenza di ogni essere vivente...

Forse in questo momento non è per tutti possibile vivere questa esperienza, ma scegliere di essere umili, quello si, si può fare…

si può accettare la propria ignoranza senza sentirsi indifesi, si può accettare la vita dell’ego come un meraviglioso dono senza che la morte possa in alcun modo rovinarlo, si può vedere tutto quello che ci circonda e ricordarsi che sotto sotto “non è altro da noi” ma un’altra esperienza del nostro “Essere Profondo“…

Quindi, ok, giustissimo difendere la propria Verità e fare delle scelte (siamo qui per questo), ma non bisogna neanche dimenticarci che Tutto è Vita-Dio.

In fondo tante parole, solo per suggerire di scegliere come guida nella vita l’Amore (quello che non muore) e non la Paura….

Namasté

Alessandro Castiglione il fondatore di naturagiusta insieme all’amico Menaka, da sempre interessato a tutte le culture filosofico-spirituali del mondo, ispirato in particolare dall’incontro con  Padre Anthony Elenjimittam ed il suo “eucumenismo cosmico”.

Ha gestito per anni nel centro di Genova, il negozio di arredamento etnico orientale, con libreria specializzata in tematiche spirituali, Unsolocielo. Nello stesso periodo, dall’esperienza del negozio è nata l’associazione culturale ononima, che si occupava di promuovere e gestire attività olistiche a 360° sempre nel cuore di Genova.

In particolare ha approfondito lo studio e la pratica dello sciamanesimo tolteco tramandato da Carlos Castaneda, varie tradizioni gnostiche, il mondo orientale: yoga, taoismo, buddismo zen ed anche molti maestri moderni, come Rudolf Steiner ed Osho. 

Oltre a gestire naturagiusta, con cui vuole promuovere contenuti e prodotti positivi ed evolutivi, dopo un periodo trascorso nell’ecovillaggio di Findhorn nella primavera del 2011, si è appassionato al mondo delle energie rinnovabili e pulite, di cui si occupa direttamente in Liguria come consulente di risparmio energetico. Ama vivere e lavorare nella Natura.


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